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4 febbraio 2012

VELENI ALLA TORRE DI BELLOLUOGO !?!

Non si può stare mai tranquilli...

Solo pochi giorni fa tutta la stampa locale dava con grande evidenza la notizia dell'esito positivo dei sopralluoghi della Commissione Lavori Pubblici del Comune di Lecce presso la Torre di Belloluogo, quand'ecco che ieri la stampa è tornata a parlare della Torre di Belloluogo per un motivo tutt'altro che rassicurante: i dati emersi dall'inchiesta della Procura della Repubblica del Tribunale di Lecce sul pericolo inquinamento nei terreni del nascente Parco pubblico Comunale della Torre di Belloluogo...

Non c'è pace per la Torre di Belloluogo!

E non c'è pace nemmeno per chi, come il sottoscritto, si è sempre battuto per la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione della Torre di Belloluogo.

Beniamino Piemontese

(autore di Messapi.info e fondatore dell'Osservatorio Torre di Belloluogo)

Lecce, 4 febbraio 2012

 

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Articolo:

Lecce, idrocarburi nella falda
Semeraro rischia il processo

Il deposito di carburanti ormai dismesso responsabile dell'inquinamento di una vasta area dove dovrebbe sorgere il nuovo polo dell'università. Queste le accuse per il patron della squadra di calcio

di Chiara Spagnolo

Fonte:

la Repubblica - Bari

 

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27 gennaio 2012

NUOVA VITA ALLA TORRE DI BELLOLUOGO

Sta per rinascere la Torre di Belloluogo a Lecce!

Lo scorso 25 gennaio la Commissione Lavori Pubblici del Comune di lecce, presieduta dalla Consigliera Angelamaria Spagnolo, ha effettuato un sopralluogo presso il cantiere del "Parco urbano della Torre di Belloluogo" per rendersi conto di persona dello stato dei lavori.

La Torre di Belloluogo -è bene ricordarlo- è un bene culturale di proprietà pubblica, appartenendo infatti al Comune di Lecce, ed insiste su un'ampia area verde di oltre 12 ettari, anch'essa pubblica, sulla quale sta sorgendo il parco pubblico comunale della Torre di Belloluogo.

Finalmente, dopo tanti anni di attesa e tanti appelli, proteste, mobilitazioni e iniziative da parte di chi scrive come dei tanti cittadini che si sono mobilitati, e grazie soprattutto all'associazione "Osservatorio Torre di Belloluogo" www.torredibelloluogo.com che da sempre si interessa di questo straordinario Monumento della nostra città e si prodiga per la sua valorizzazione, si sta per raggiungere il traguardo tanto desiderato: la rinascita della Torre di Belloluogo.

Ampio spazio è stato dedicato dalla stampa locale a quest'avvenimento. In particolare, voglio qui di seguito segnalare l'articolo "Nuova vita al parco della Regina", della Giornalista Francesca Mandese.

Beniamino Piemontese

(autore di Messapi.info e fondatore dell'Osservatorio Torre di Belloluogo)

Lecce, 27 gennaio 2012

 

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Articolo:

Nuova vita al parco della Regina

Con la Torre di Belloluogo rientrerà nel giro turistico
Era la residenza estiva di Maria d'Enghien

di Francesca Mandese

LECCE - C’è un tesoro alle porte di Lecce che pochi conoscono. È la Torre di Belloluogo e il parco che la circonda. La residenza trecentesca della contessa di Lecce e regina di Napoli Maria d’Enghien entreranno presto a far parte di un nuovo circuito turistico all’ingresso Nord della città che includerà l’ex Convento degli Agostiniani e la passeggiata sulle mura del Castello Carlo V con annesso parco nell’ex «Carlo Pranzo», l’area ora adibita a parcheggio che si trova proprio sotto il bastione cinquecentesco. La prima a essere completata e restituita alla città sarà proprio la Torre, come hanno spiegato ieri i tecnici, invitati dalla presidente della X commissione consiliare, Angelamaria Spagnolo, a prendere parte a una seduta itinerante nel Parco e nella Torre. A illustrare lo stato di avanzamento dei lavori e tutti i dettagli del progetto sono state l’architetta Patrizia Erroi, responsabile dell’ufficio Centro storico del Comune, e l’ingegnera Gabriella Dequerquis, progettista. (...)

Fonte:

 

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26 gennaio 2012

IL GARGANO E LA TUTELA DEI SUOI MONUMENTI

MUSEO CIVICO DI FOGGIA

 

 

Amici del Museo Civico di Foggia

 

L’Associazione Amici del Museo Civico di Foggia, L’Archeoclub d’Italia - sezione di Foggia e l’Ente Parco del Gargano, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, ha organizzato:

 

Giovedì    26 Gennaio - 2012    ore 17,30

Sala Mazza - Museo Civico  - Foggia (P.zza V. Nigri)

 

conferenza multimediale:

 

Il Gargano e la tutela dei suoi monumenti

Il caso di S. Barbara in Rodi G.co

 

relatore: Carmine de Leo - Ispettore Onorario Ministero per i Beni e le Attività Culturali

intervento: Stefano Pecorella - Commissario Ente Parco Nazionale del Gargano

presentazione: Domenico Di Conza - Presidente Amici del Museo Civico

conclusioni: Santa Picazio - Presidente Archeoclub d’Italia - sez.ne di Foggia

            

La tutela del patrimonio storico-monumentale del promontorio garganico rappresenta uno dei temi più importanti per la valorizzazione del nostro vasto territorio.

Il Gargano è un’area tra le più ricche di monumenti storici, bellezze naturali e tradizioni, che il relatore della conferenza, lo scrittore Carmine de Leo, ha già descritto in vari suoi volumi, definendo il nostro promontorio un vero e proprio "scrigno di tesori".

La presenza nelle contrade garganiche di tante chiesuole, conventi, eremi, torri, castelli, siti archeologici, ecc. rappresentano un corposo passato storico, che va tutelato e valorizzato opportunamente, perché può rappresentare anche un segmento dello sviluppo economico della nostra provincia.

L’attenzione per il patrimonio culturale nel meridione ha radici molto antiche, come illustrerà lo scrittore Carmine de Leo, che è anche ispettore onorario del Ministero per i Beni Culturali; infatti, già nel Settecento saranno emanate nel Regno di Napoli una serie di disposizioni atte a tutelare gli scavi, i reperti archeologici ed i monumenti ritenuti di una certa importanza architettonica e storica.

All’avanguardia per la legislazione sulla tutela del patrimonio culturale, molte delle leggi emanate poi anche nell’Ottocento dai sovrani Borbonici, saranno estese, dopo l’Unità d’Italia agli altri stati pre-unitari.

Oggi esiste una robusta legislazione che tutela i beni culturali, ma si incontrano notevoli difficoltà a far rispettare le norme, sia per mancanza di sensibilità culturale, che per la scarsezza di controlli.

Il relatore Carmine de Leo effettuerà una panoramica multimediale attraverso la proiezione di numerose  immagini descrittive dei maggiori monumenti garganico, per indirizzare infine l’attenzione su una serie di documenti, mappe e vecchie foto d’archivio della chiesetta di S. Barbara in Rodi Garganico, già commenda dei Cavalieri di Malta fino alla prima metà dell’Ottocento ed oggi ridotta ad un rudere.

Un caso, quello di S. Barbara, di "furto della nostra memoria storica", come lo ha definito lo stesso de Leo; la chiesa è stata infatti completamente depredata nel tempo anche di una iscrizione e proprio lo scorso anno di un interessante stemma gentilizio di un cavaliere di Malta; a pensare che proprio presso l’Archivio dell’Ordine di Malta, a Roma, si conservano decine di documenti sulla storia di questa chiesa!

Saranno proiettate nel corso della conferenza varie piante settecentesche ed altra vasta documentazione su S. Barbara, ritrovata da Carmine de Leo presso gli Archivi di Stato di Foggia e Lucera,  vecchie mappe ove è disegnata l’antica canalizzazione del luogo, oggi invaso dal cemento, che ha distrutto l’opera certosina di recupero delle acque da parte dei  Cavalieri di Malta. Il terreno è ora interessato da paurosi smottamenti, che hanno rese inagibili molte abitazioni sorte nei dintorni.

L’intervento di Stefano Pecorella, Commissario straordinario dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, sarà indirizzato verso una più generale focalizzazione della tutela del patrimonio del nostro promontorio garganico, delle decine di piccoli e grandi monumenti, delle sue bellissime spiagge, grotte marine, cavità naturali, isole, scogli, centri storici da fiaba, ecc. affinché la valorizzazione di questo corposo bagaglio di storia e di bellezze naturali sia attualmente recuperato e tutelato con più attenzione.

Il Pecorella relazionerà anche sulle iniziative e l’opera continua di conoscenza e valorizzazione che l’Ente Parco Nazionale del Gargano svolge da tempo per far conoscere fuori del nostro territorio il nostro bellissimo promontorio, conosciuto anche come "lo sperone d’Italia".

La conferenza sarà presentata da Mimmo Di Conza, presidente dell’associazione culturale Amici del Museo Civico di Foggia, che illustrerà la figura del relatore ed i temi che saranno trattati, mentre le conclusioni sono state affidate a Santa Picazio, presidente della Sezione di Foggia dell’Archeoclub d’Italia, sodalizio impegnato da tempo nella tutela e valorizzazione del nostro territorio.

 

LOCANDINA

 

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NO ALLE TRIVELLAZIONI PETROLIFERE!

Quante sciagure per l'Italia... Mancano solo le trivellazioni petrilifere nei nostri mari, e poi il disastro è davvero compiuto!

Beniamino Piemontese - Messapi.info

Lecce, 17 gennaio 2012

 

SULLA STAMPA E SUL WEB

Articolo:

Petrolio, un milione di firme contro le trivelle in mare

Il governatore chiama alla rivolta civile: sabato la manifestazione a Monopoli. Introna tifa per una petizione popolare. Nicastro: "In giunta presenterò un altro parere negativo"

di PIERO RICCI

Fonte:

 

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Articolo:

Manifestazione anti-trivelle, tutto pronto per il corteo di sabato 21

BARI - «Il nostro petrolio è il mare e l'idea di cercare il petrolio nel mare è un modo di uccidere la ricchezza che già abbiamo». Lo ha detto il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola, presentando oggi con il presidente del consiglio regionale, Onofrio Introna, la manifestazione popolare contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico e per lo sviluppo sostenibile, in programma a Monopoli sabato 21 gennaio.

 

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6 - 18 gennaio 2012

Novoli (LE)

S. ANTONIO ABATE E LA FÒCARA A NOVOLI

I GIORNI DEL FUOCO 2012

Novoli, 7 gennaio 2012 - La grande "Fòcara" in preparazione (foto di B. Piemontese)

Novoli, 7 gennaio 2012

La grande "Fòcara" in preparazione

(foto di B. Piemontese)

 

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Sul Web:

S. ANTONIO ABATE E LA FOCARA I GIORNI DEL FUOCO 2012

Comune di Novoli

Fondazione Fòcara di Novoli

 

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APPELLO

ARTICOLO 21

NON CHIAMATELE PIÙ MORTI BIANCHE

Vorremmo rivolgere un appello al mondo dell'informazione: non chiamate più le morti sul lavoro con il termine "morti bianche" e "tragiche fatalità". Sono due termini che ci offendono, e offendono in particolar modo i familiari e la memoria dei morti sul lavoro. Queste morti non sono mai dovute al fato o al destino cieco e beffardo, ma perché, in molti luoghi di lavoro, non vengono rispettate neanche le minime norme per la sicurezza sul lavoro. Queste non sono "morti bianche", quasi fossero candide, immacolate, innocenti, ma sono morti sporche, anzi sporchissime!!! In queste morti c'é sempre un responsabile, a volte più di uno. E' anche partendo dal linguaggio che si combatte una battaglia di prevenzione e per la sicurezza. E chiediamo ai mezzi di comunicazione anche di tornare ad accendere i riflettori su questo bollettino di guerra quotidiano. Affinché il tragico contatore dei morti, degli infortunati, degli invalidi si possa finalmente arrestare.

PRIMI FIRMATARI: Marco Bazzoni, Stefano Corradino, Giuseppe Giulietti, Elisabetta Reguitti, Santo Della Volpe, Paolo Pacifici

Articolo21.info

 

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25 dicembre 2011

APPELLO DI UNA MADRE

Lettera aperta al ministro Fornero
di Graziella Marota

Ill.mo Ministro Fornero
oggi è Natale e in questo giorno così gioioso per tutti ho deciso di scriverLe perché per me è un giorno di grande dolore. Mi presento: mi chiamo Graziella Marota, abito a Porto Sant’Elpidio (FM) e ho 58 anni. Il 6 Dicembre del 1982 ho dato alla luce un bambino bellissimo, Andrea e da quel giorno ho dedicato tutta la mia vita a mio figlio, come fanno tutte le mamme del mondo perché un figlio è il bene più prezioso per ogni donna. Andrea, con il passare degli anni, cresceva e con tutto il mio amore e la mia protezione è diventato un bel ragazzo: il mio orgoglio,la mia gioia, la mia felicità. Ora vorrei che leggesse questa lettera poi Le spiegherò il motivo per cui Le scrivo:



Caro Andrea,
sono già passati più di 5 anni da quel giorno orribile, quel giorno che mi ha cambiato definitivamente la vita, privandomi di tutto.
Te l’avevo promesso e mi sono battuta affinché il tuo ricordo non svanisse nel giro di pochi mesi. Televisione, giornali, interviste… ho fatto più di quanto potessi immaginare, ma il dolore è stabile, anzi, più passa il tempo e più mi lacera il cuore. Il suono della chitarra, la tromba, le tue risate, i tuoi abbracci, i tuoi baci… tutto manca dentro casa; ora regna il silenzio più assoluto. Eri un figlio perfetto, Andrea, fin troppo buono, rispettoso, allegro, onesto e pieno di vitalità; amavi la vita più di qualsiasi altra cosa al mondo, ma essa ti è stata strappata brutalmente in un giorno d’inizio d’estate ed io non riesco a capacitarmene, non sono in grado di capire perché tu, un ragazzo così dedito al lavoro, hai dovuto chiudere i tuoi splendidi occhi in una fabbrica. Non ha senso morire a ventitré anni, tanto più mentre si sta lavorando. Tutto ciò è capitato a te, figlio mio,io non mi darò mai pace e continuerò a tenere vivo il tuo ricordo, perché rimarrai sempre come tutti ti ricordiamo; ora sei un angelo, ma lo eri anche prima, un angelo che viveva aiutando gli altri, sempre pronto a dare una mano in qualsiasi situazione.

Nel corso della tua vita mi hai teso la mano infinite volte, al punto che tra noi c’era e c’è tuttora, un legame speciale, più forte di quello che si instaura, fin dalla nascita, fra mamma e figlio: il nostro era anche un rapporto d’amicizia che si era andato a creare superando i vari ostacoli che la vita ci ha messo di fronte. Insieme abbiamo affrontato gioie e dispiaceri, ma ora che tu non ci sei più, mi sembra di affogare in questo mare di dolore che la tua morte ha creato. Ora la nostra famiglia sembra vuota, tutti cerchiamo di farci forza l’un con l’altro, ma il fatto è che ci manchi troppo, la tua era una figura essenziale, infatti, come un albero ha bisogno di svariati elementi per vivere, così a noi è stato tolto l’ossigeno, l’acqua e anche se la pianta è una quercia secolare, piano piano appassisce come un piccolo germoglio.

Sembrava che quel tanto atteso momento di serenità fosse arrivato, che finalmente avrei vissuto una vita tranquilla e felice, ma non potevo immaginare ciò che stavo per vivere: la perdita di un figlio, la cosa più orribile e straziante al mondo. Una volta accaduta la tragedia, non riuscivo a rendermi completamente conto di quello che stavo passando, ma, ora, a distanza di tempo, lo capisco eccome; ed è questa la cosa più brutta: realizzare quanto è accaduto.

Vorrei dirti molte altre cose, amore mio, ma non basterebbe tutta una vita per scriverle; mi limito a ripetere una cosa che tu, da lassù, avrai ascoltato ed ascolterai tantissime volte:
ti voglio un bene dell’anima, angelo mio.

 

Ora Ministro comprenderà la ragione di questo mio scritto. Ogni anno muoiono circa 1200 lavoratori per la mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro e ci sono circa un milione di infortuni più o meno gravi. E’ inconcepibile e inaccettabile che in un paese "civile" succedano ancora questi "omicidi"  per risparmiare sulla sicurezza mettendo a repentaglio la vita dei lavoratori. I lavoratori, Caro Ministro, sono esseri umani e non macchine di produzione, hanno la loro vita, i loro affetti e il sacrosanto diritto di uscire la mattina per andare a lavorare e avere la certezza di tornare la sera con le proprie gambe e non dentro una bara come è successo al mio Andrea che era appena sbocciato alla vita aveva solo 23 anni ed è morto con il cranio schiacciato da una macchina tampografica priva di sistemi di sicurezza all’Asoplast di Ortezzano (FM) per 900 euro al mese come precario.

Faceva parte di quella grande schiera di italiani che oggi sono chiamati a fare numerosi sacrifici, non crede che sia giunto il momento di prendere seriamente in considerazione questa grande piaga del nostro paese? Cosa  facciamo? Aspettiamo inesorabilmente che le statistiche fatte ogni anno si avverino? Ogni sette ore muore un lavoratore e Lei, Ministro, cosa farà affinchè tutto ciò non avvenga più?

La ringrazio per l’attenzione che vorrà prestare a questo scritto e non dimentichi che chi Le scrive è una mamma rimasta orfana del proprio figlio e distrutta dal dolore sia nello spirito che nel fisico.

Faccia qualcosa altrimenti ogni giorno 4 famiglie continueranno ad essere distrutte!!

La saluto cordialmente e aspetto quanto prima una Sua risposta.

Graziella Marota

Articolo21.info

 

 

Esprimo sommessamente la mia solidarietà alla Signora Marota e -come cittadino italiano- aspetto anch'io di conoscere la risposta del Ministro.

Beniamino Piemontese - Messapi.info

 

 


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Lecce, 04-02-12