Il
sito web dedicato all'Ambiente, all'Arte ed alla Cultura,
alla Cittadinanza attiva ed alla Civiltà,
ai Riti religiosi ed alle Tradizioni popolari a Lecce, nel
Salento e in Puglia
UNA CHIESA
DIMENTICATA: SANTA MARIA DELLA GRAZIA A LECCE
L’antica chiesetta della
Madonna degli Studenti
di Marco Piccinni
D.O.M
DIVAE MARIAE GRATIARU
DICATUM TEMPLUM
FIDELIUM PIETAS EREXIT
ANNO —— VIRGINIS
MDCCV
Sono queste le poche informazioni certe, e
purtroppo anche parzialmente incomplete, che si dispongono sulla piccola
chiesa dedicata alla Madonna della Grazia, sita in via Madonna
degli studenti a Lecce e, per questo motivo, più conosciuta come chiesa
della Madonna degli Studenti. Poche informazioni scolpite sul portale
di ingresso, appena sotto il giocondo viso di un angelo, una delle pochissime
decorazioni in pietra leccese che adornano la facciata di questo piccolo
tempio.
Date le sue ridotte dimensioni, e
probabilmente anche perchè è sita in una proprietà privata, la chiesetta ha
destato poco l’interesse di studiosi, storici e amministrazioni, che
l’hanno trascurata a tal punto da renderla quasi invisibile ai cittadini
della sua Lecce, se non per i pochi vicini che la domenica, giorno in cui il
proprietario la apre al pubblico, si recano per un breve raccoglimento in
preghiera. Se infatti vi recherete nel capoluogo leccese, chiedendo
informazioni ai passanti su come raggiungere questa piccola chiesa, al 99% vi
sentirete ripondere “é sicuro che la chiesa si chiami cosi?”
oppure “mi dispiace ma non credo di conoscerla, ci sono così tante
chiese a Lecce!“.
Un piccolo ripostiglio posto a ridosso della
chiesa, un altarino e una vecchia effige, sono queste le semplici cose che
compongono questo piccolo luogo sacro, accostate a piccole storie della gente
che ci vive intorno, come una vecchietta che coltiva in un piccolo ape un suo
piccolo giardino, del custode che si occupa della difficile manutenzione di
una struttura così vecchia e fragile, di qualche fotografo che di tanto in
tanto, incuriosito dalle voci che si sentono in giro, decide di recarsi sul
posto per constatare di persona l’esistenza o meno di questa chiesa.
Decisamente poco indicata per essere
accostata alle altre imponenti chiese che circondano il centro storico di
Lecce, sarà forse anche questo il motivo per il quale è posta in una
stradina decentrata rispetto ai fasti del barocco cittadino. La sua
collocazione spezza decisamente il rigore e la monotonia cittadina di una
strada secondaria, poco trafficata, contribuendo ad alimentare quel fascino di
mistero che la circonda e che l’ha fatta giungere fino a noi.
Un appello al sindaco di Lecce è stato
lanciato dall’Osservatorio
della Torre di BelloLuogo in
occasione del decimo anno della scomparsa del grande giornalista Domenico
Faivre.
Marco Piccinni
Salogentis.it
Le foto che vedete in quest’articolo sono
state realizzate per noi da Antoniologic.
Messapi.info ringrazia la
Direzione di Salogentis.it e l'Autore dell'articolo
..................
CULTURA
24 aprile 2010
"Spiaggia della
Purità: cantiere insabbiato"
di Beniamino Piemontese
Fonte:
www.lecceprima.it
[24/04/2010]
SPIAGGIA PURITÀ DI GALLIPOLI: CANTIERE
INSABBIATO?
Il referente dei Messapi e membro
dell’Osservatorio Torre di Belloluogo, Beniamino Piemontese, evidenzia il
procedere a rilento del cantiere nel tratto delle mura sulla spiaggia della
Purità
Gallipoli restauro mura (foto
Piemontese).
GALLIPOLI - Un cantiere insabbiato? La domanda
sorge spontanea, con riferimento al “Seno della Purità” di Gallipoli e su
una importante segnalazione di Beniamino Piemontese dell’Osservatorio Torre di
Belloluogo e de I Messapi, da sempre uomo attento alle bellezze
storico-artistiche che il territorio salentino offre. Ebbene da qualche mese è
stato aperto un cantiere per alcuni lavori di restauro delle monumentali mura
della “Città Bella”, nel tratto in cui esse si affacciano sulla spiaggia
“della Purità”.
In una lettera alle istituzioni locali e provinciali si osserva come il cantiere
stesso “con l'estate alle porte, sembra proprio che si trovi tutto in ‘alto
mare’; anzi è meglio dire che il cantiere sembra si sia ‘insabbiato’...!”.
Un “caso” che rischia di diventare esattamente la fotografia di una certa
lentezza burocratica, a volte tipicamente italiana, e che avrebbe come danno più
eclatante il non riconsegnare alla vista dei più e in tempi ragionevoli un
tratto importante delle cinta muraria gallipolina.
“Se per poche decine di metri i lavori – evidenzia Piemontese -, già
iniziati da tempo, sembrano così lontani dall'avere soluzione, è legittimo
chiedersi: a quando la rinascita delle antiche mura urbiche, e -con essa - la
rinascita della ‘Città Bella’?”. Alle istituzioni, dunque, una risposta
concreta.
Articolo di:
Ringraziamenti
Messapi.info
ringrazia la Direzione di LeccePrima.it
Messapi.info
ringrazia il Prof. Luigi Giungato, Presidente dell'Associazione Culturale "ANXA"
di Gallipoli, oltre che Direttore della Rivista "ANXA News".
LETTERA APERTA AL SINDACO DI
GALLIPOLI
16 aprile 2010
IL CANTIERE
"INSABBIATO"
Gallipoli (Le)
Gallipoli - Seno della Purità
Foto di: Beniamino Piemontese (marzo
2010)
A quando la rinascita della
"Città Bella" ?
Si riporta un'immagine del cantiere in cui sono in
corso, ormai da mesi, i lavori di restauro delle monumentali mura della
"Città Bella", nel tratto in cui esse si
affacciano sulla spiaggia "della Purità".
Con l'estate alle porte, sembra proprio
che si trovi tutto in "alto mare"; anzi è meglio dire che il cantiere
sembra si sia "insabbiato"...!
Se per poche decine di metri i lavori,
già iniziati da tempo, sembrano così lontani dall'avere soluzione, è
legittimo chiedersi: a quando la rinascita delle antiche mura urbiche, e -con
essa - la rinascita della "Città Bella"?
Beniamino Piemontese - Messapi.info
16 aprile 2010
INFO
Per informazioni e notizie sulle
antiche mura della "Città Bella", si
consiglia di visitare il sito web del Comune di Gallipoli:
"Barbara e Winspeare, premio
a Cannes per la pasticciera leccese"
di Claudia Presicce
Fonte:
Nuovo
Quotidiano di Puglia
Barbara e Winspeare, premio a Cannes per
la pasticciera leccese
LECCE (12 maggio) - Ha i colori che ricordano Frida Kalho, ma i tratti sono più
di una Madonna del Tiziano. Botero ne avrebbe fatto una principessa del
Novecento, ma la sua morbidezza le regala anche una grazia da Danae del tutto
fuori tempo. Chi è entrato nella sua pasticceria se la ricorda.
Per questo Barbara De Matteis che sin da bambina sognava di fare il cinema
quando ha incrociato gli occhi di un regista si è trovata di fronte un mondo.
«Lei ha una bellezza fuori da ogni prototipo», le hanno detto in tanti:
l’ultimo è stato Ferzan Ozpetek, non uno qualunque. Così, abbandonato per un
po’ il registratore di cassa dietro a cui lavora alla “Cotognata leccese”,
ha cominciato un’avventura di fronte alla macchina da presa che, da una
comparsata all’altra, l’ha portata dritta dritta a Cannes dove in questi
giorni riceverà il premio come migliore attrice protagonista di corti di moda
per lo spot “Il primo anniversario”, realizzato per Louis Vuitton da Edoardo
Winspeare, nell’ambito del Festival dei Corti di Moda che prenderà il via
oggi. A Edoardo andrà quello come migliore regista. (...)
Messapi.info
ringrazia l'Autrice
dell'articolo e la Direzione del "Nuovo Quotidiano di Puglia"
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CULTURA
23 aprile 2010
"C'è
Rudiae"
di Gianluca Virgilio
Fonte:
IL
PAESE NUOVO
Libri/ Pubblicato
dallfEditore Congedo il numero 20-21 della rivista di Filologia Classica dell'Università
del Salento "Rudiae. Ricerche sul mondo classico"
È
appena
stata pubblicata per i tipi dell'Editore Congedo di Galatina la rivista "Rudiae",
con sottotitolo "Ricerche sul mondo classico", n. 20-21, 2008-2009, a
cura del Dipartimento di Filologia Classica e di Scienze Filosofiche, Sezione
Filologia Classica, dell'Università del Salento, diretta da Pietro Giannini. La
rivista si compone di due tomi con numerazione di pagine continua, per un totale
di pp. 500 ed è divisa in quattro sezioni. La prima, 'sine titulo', la fa da
padrona, poiché comprende ben 392 pagine. Contiene diciassette saggi sui più
vari argomenti di letteratura antica, greca e latina, scritti perlopiù da
studiosi dell'Università del Salento. Si parla di citazioni nei trattati di
retorica antica, dell'uso dell'onomatopea, di un'ode di Orazio (la famosa ode
del Soratte), di un problema aristotelico (come mai lo starnuto risolve il
singhiozzo?), di "Inscriptiones puerulorum", ovvero di iscrizioni
funebri riguardanti "i fanciulli morti anzi tempo", secondo la definizione del
Norden; e poi ancora di una tragedia di Euripide (i Cretesi), d'un falso medico
in una commedia di Menandro, d'una maga antica di nome Altea, d'un misogino dell'Antichità
classica di nome Aurelio Vittore, e così via.
Una glanx satura,
un piatto ricolmo di primizie per chi voglia cibarsene. La seconda sezione della
rivista, molto più breve della prima, ha per titolo "Tra antico e moderno". Vi
confluiscono tre scritti, di cuisegnaliamo
solo uno, lasciando al lettore la curiosità di scoprire da sé gli altri due.
Si tratta di un lavoro di Dino Levante dal titolo "Da Lecce a Catania:
profilo di Mario Antimo Micalella classicista salentino tra Otto e Novecento"
(pp. 425-444). Mario Antimo Micalella, un professore di quelli di una volta, uno
studioso, nato ad Acaya nel 1872 e preside in quel di Catania per lunghi anni,
quasi fino alla morte avvenuta nel 1938. Levante ne ricostruisce il percorso di
vita e di studi, fornendo anche una "Bibliografia diacronica", che
sarà assai utile a quanti vorranno cimentarsi con l'opera di questo studioso
salentino, amico e collaboratore di Pasquale Maggiulli, Pietro Palumbo e Eugenio
Selvaggi.
Nella terza sezione,
intitolata "Cronache", brevissima (pp. 447- 456), Maria Elvira Consoli
riferisce sul XIII "Colloquium Tullianum" organizzato dall'Università
Cattolica del Sacro Cuore e dalla Statale sotto l'alto patronato del Presidente
della Repubblica svoltosi nel marzo del 2008 a Milano ed avente per titolo
"Cicerone e il diritto nella storia d'Europa".
L'ultima sezione (pp.
457-500) presenta sei "Schede bibliografiche e recensioni". Chiude il
volume l'elenco alfabetico dei "Libri ricevuti" e le "Norme per i
collaboratori". Pagine ghiotte per il lettore, l'appassionato e lo studioso
di cose antiche, ai quali però si consiglia di procedere spizzichi e bocconi,
evitando l'abbuffata della lettura sistematica.
Articolo pubblicato da:
Messapi.info
ringrazia l'Autore
dell'articolo e la Direzione del Giornale "il Paese nuovo"
..................
CULTURA
16
aprile 2010
LA
RIPRODUCIBILITÀ DELLE OPERE D'ARTE
"Ritornano le Cariatidi
(grazie al laser-scanner)"
Fonte:
Nuovo Quotidiano di Puglia
Messapi.info ringrazia l'Autore e la
Direzione del
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AMBIENTE
15
aprile 2010
LA
DISTRUZIONE SENZA SCRUPOLI DEI BENI AMBIENTALI
"Crolla la roccia. Dietro
interessi privati: sequestri"
Fonte:
LeccePrima.it
[15/04/2010]
CROLLA LA ROCCIA. DIETRO INTERESSI PRIVATI: SEQUESTRI
Evitato un vero e proprio disastro ambientale. Il
sospetto di un fine di lucro dietro alla distruzione, con mezzi meccanici, di
parte del costone sul litorale idruntino. Interviene la capitaneria
OTRANTO – Legambiente, di recente, aveva
posto l’accento sulla possibilità che qualcuno potesse devastare alcuni
tratti di territorio idruntino, luoghi di particolare suggestione paesaggistica,
peraltro, per fini del tutto privati. Una denuncia appassionata, quella degli
ambientalisti, ed una sensazione condivisa dalla capitaneria di porto di
Otranto. Personale militare della guardia costiera, questa mattina, e agenti di
polizia municipale della “Città dei Martiri”, sono intervenuti nella zona
di San Pietro Canali, operando un sequestro prima che potesse perpetrarsi quello
che gli stessi militari non esitano a definire un vero e proprio disastro
ambientale.
Messapi.info ringrazia la
Direzione e la Redazione
del
Quotidiano on-line LeccePrima.it
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AMBIENTE
13 aprile 2010
IN DIFESA DEL
"COLLE DELLE NINFE E DEI FANCIULLI"
Giuggianello (Le)
"No
all'eolico sul Colle dei fanciulli"
Fonte:
www.ilpaesenuovo.it
"No
all'eolico sul Colle dei fanciulli"
Interrogazione
parlamentare a riposta scritta di Zamparutti e altri 5 deputati del Pd, dopo la
denuncia di Italia Nostra
"Il
paesaggio è gravemente minacciato"
Dopo le ripetute
denunce dell'associazione Italia Nostra di Marcello Seclì, ecco un'interrogazione
parlamentare che cerca di fare luce rispetto al selvaggio insediamento di
impianti eolici a Minervino, Palmariggi e Giuggianello, tanto da mettere a
rischio il colle dei Fanciulli e delle Ninfe, straordinario tassello del
patrimonio naturalistico del Salento, perché custode dell'acropoli dell'antica
civiltà che ha abitato questa terra.
La prima firma è
quella della parlamentare Elisabetta Zamparutti, seguono altre 5 tutte deputati
del Partito
Democratico. I
destinatari dell'interrogazione sono i ministeri per i Beni culturali e le
attività culturali, dell'Ambiente e della Tutela del Mare e del Turismo. Il
progetto di mega parco eolico prevede - dicono
gli stessi parlamentari
– tre adiacenti e continui impianti, di tre differenti ditte, ricadenti
rispettivamente
nei tre comuni che si
dividono l'amministrazione del Colle.
"Le torri
eoliche ubicate in questo contesto", ampia descrizione particolareggiata,
"e dominanti nel raggio di
chilometri altererebbero le originarie forti suggestioni legate alla storia e
alla natura del sito, fonti di forte attrattività turistica, fulcro della
locale economia; diverse torri eoliche sono previste in corrispondenza di
accertati giacimenti archeologici neolitici, presso il campo dei massi sacri
"de la Vecchia" e nella zona attrezzata di grotta San Giovanni.
Nell'interrogazione si
elencano alcune inadempienze da parte della Regione, come le mancate Valutazioni
di Impatto Ambientale singole e integrate sugli impianti adiacenti, che
sarebbero state ostative alle ubicazioni industriali delle pale. Si solleva
anche la questione di conflitto di interesse tra le figure imprenditoriali
coinvolte e la Regione Puglia, soprattutto nel caso dell'impianto di Palmariggi
- sostiene Italia Nostra – dove non è forse un caso che la Regione, e non la
ditta eolica, abbia fatto appello, con fondi pubblici, al Consiglio di Stato
contro il ricorso vinto da Italia Nostra e dai cittadini della Provincia di
Lecce e dei comuni di
Giurdignano, Otranto e
gli altri comuni dell'Unione Terre d'Oriente, sempre per questo impianto la
regione lo aveva autorizzato nonostante il parere sfavorevole di Soprintendenza
e Provincia di Lecce.
E ancora anomalie da
parte della condotta del Comune di Giuggianello che ha permesso, l'istallazione
di una torre eolica in un'area bonificata negli anni precedenti, all' "affaire"
eolico, con la spesa di 1 miliardo delle vecchie lire, ottenute da un
finanziamento pubblico, per farne un anfiteatro per manifestazioni pubbliche,
che la pala avrebbe per sempre impedito, per ovvie ragioni di inquinamento
acustico e pericolosità elettrica, magnetica e meccanica. gPer la Regione
Puglia, il Colle è argomento tabù, e tutto sembra indicare una cieca volontà
a permettere la totale devastazione eolico-industriale, che si configurerebbe
come un vero e proprio attentato ad un patrimonio inestimabile della cultura
mondiale", conclude Italia Nostra.
IL PAESE NUOVO
(13 aprile 2010)
Articolo de:
Messapi.info ringrazia la Direzione del
Tg8action.it
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CULTURA
11 aprile 2010
PROGETTI STRATEGICI DEL
GARGANO
"Peschici: Calena e Porto
turistico in dirittura d'arrivo?"
Fonte:
www.puntodistella.it
PESCHICI: CALENA E PORTO TURISTICO IN
DIRITTURA DI ARRIVO?
2 - Articolo del CorriereSalentino.it - Quotidiano
on-line di informazione
www.corrieresalentino.it
IL SINDACO PERRONE RICORDA MICHELE FRASCARO "BRAVO
PROFESSIONISTA E PERSONA GARBATA, LA LOTTA PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI
PROSEGUIRÀ IN SUO ONORE"
Il sindaco Paolo Perrone ha appreso con profonda commozione e dolore la
scomparsa improvvisa del giornalista Michele Frascaro.
“Mi aveva sorpreso la passione e la tenacia - ricorda il primo cittadino -
con la quale Michele lottava per la sicurezza dei lavoratori. Fin dal 2008
l’amministrazione comunale aveva dato supporto e collaborazione alle sue
iniziative su questo tema. Ieri sera la notizia della sua morte ci ha
sbigottiti. Un bravo professionista riconosciuto da tutti, ma a me era sembrato
sin dall’inizio anche una persona gentile e garbata, come pochi. Uno di cui
sai per certo che non potrai mai condividere l’ideologia e gli ideali
politici, ma che ti piace e che apprezzi. Uno che non sta dalla tua parte
politica, e che sai che, così coerente e deciso, non lo sarà mai. Vedendolo in
azione, tempo fa, mi era quasi venuto da dire: “Peccato, a noi uno così
farebbe davvero comodo”. Non potremo mai scordarci di lui. Il nostro impegno
per la sicurezza dei cittadini sul posto di lavoro proseguirà in suo onore.
Glielo dobbiamo. Ciao Michele”.
Messapi.info ringrazia la Direzione del
Corrieresalentino.it
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3 - Articolo de il
Paese nuovo.it - Quotidiano di Lecce
www.ilpaesenuovo.it
CIAO MICHELE... IL COMBATTENTE DAL
FARE GENTILE
Lecce (Salento) – Si è spento così nella sua Supersano ad
una riunione degli operai dell'Adelchi in lotta per il posto di lavoro, ieri
alle ore 19,00 Michele Frascaro a soli 37 anni stroncato da un infarto sotto gli
occhi della moglie Angela che tra poche settimane darà alla luce la loro
bambina Gloria.
(La Redazione) – Lascia un vuoto immenso nelle vite di tutti
l'amico e collega Michele Frascaro, il combattente dal fare gentile che aveva
fatto degli ideali di libertà e giustizia uno stile di vita. Un ragazzo alto,
forte, coraggioso, dallo sguardo gentile che aveva il coraggio delle sue idee e
non aveva paura di esprimerle. Faceva giornalismo puro Michele, quello vero
d'inchiesta pronto sempre a raccontare verità scomode. Con altri colleghi aveva
fondato la cooperativa Paz e aveva dato vita al la rivista l'Impaziente che
portava avanti con grande spirito di sacrificio. Nessun potente e nessun riccone
alle spalle di Michele, solo la sua indipendenza e la sua voglia di verità e
giustizia. Militante di Rifondazione Comunista, era da sempre impegnato nel
sociale con le sue battaglie per la sicurezza nei cantieri e nei luoghi di
lavoro. Da mesi aveva preso a cuore la situazione degli operai Adelchi e proprio
mentre era in lotta con loro, ha perso la vita come un eroe degno delle sue
gesta. Noi però, vogliamo innanzitutto ricordarlo come l'amico sorridente e
orgoglioso, come l'uomo forte ma dolce. Non ci sono parole che possano
descrivere il dolore. I funerali si svolgeranno domani alle ore 15, 00 a
Supersano.Il pensiero della Redazione Ilpaesenuovo.it va alla famiglia, agli
amici di Michele e alla giovane moglie Angela. Ciao Michele, porteremo nel cuore
il ricordo della tenacia e della tua dignità.
Messapi.info ringrazia la Direzione de
il Paese nuovo.it
.........
4 - Articolo de Il tacco d'Italia.info
- Quotidiano online del
Salento
www.iltaccodItalia.info
LUTTO NEL GIORNALISMO SALENTINO:
È MORTO
MICHELE FRASCARO
Morto sul lavoro. Il fondatore de L'Impaziente
è stato stroncato da un infarto, ieri sera, a soli 37 anni, durante
un'assemblea con gli operai dell'Adelchi a Supersano, suo paese d'origine
Michele Frascaro, direttore della
rivista L'Impaziente, è morto ieri sera stroncato da un infarto a soli
37 anni. Il collega si è spento sul lavoro, davanti agli occhi increduli degli
operai dell'Adelchi con i quali era in riunione nell'oratorio di Supersano, suo
paese d'origine. Con lui c'era anche la moglie Angela incinta all'ottavo mese di
Gloria.
Vani sono stati i soccorsi per rianimarlo ed anche la corsa al Pronto soccorso.
Se n'è andato combattendo, come era solito fare, per una causa che aveva fatto
sua, quella dei lavoratori dell'azienda tricasina.
Giornalista da sempre attento alla cronaca sindacale e all'ambiente, autore di
numerose inchieste sulla crisi del Tac salentino, era militante di Rifondazione
comunista e doveva essere candidato alle Regionali 2010 nella lista Sinistra e
Libertà, ma all'ultimo momento aveva rinunciato.
Messapi.info ringrazia la Direzione de Il tacco
d'Italia.info
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5 - Articolo di LeccePrima.it - Quotidiano online di Lecce
e del
Salento
www.lecceprima.it
STRONCATO DA INFARTO MUORE IL DIRETTORE DE L'IMPAZIENTE
E’ stato colto improvvisamente da un malore a soli 37 anni mentre parlava
davanti agli operai dell’Adelchi e alla moglie, in un incontro che ieri sera
si stava tenendo nell'oratorio di Supersano
SUPERSANO – E’ stato colto improvvisamente da un malore
mentre parlava davanti agli operai dell’Adelchi in un incontro che ieri sera
si stava tenendo nell'oratorio di Supersano. Michele Frascaro, direttore della
rivista L'Impaziente, è stato stroncato da un infarto
Michele Frascaro, direttore della rivista L'Impaziente, è morto ieri sera
stroncato da un infarto a soli 37 anni. Sì è accasciato davanti alla moglie
incinta di 8 mesi agli operai dell'Adelchi.
Frascaro si occupava di cronaca sindacale, ed era militante di Rifondazione
comunista. Seguiva da anni la crisi del Tac ed in particolare il caso Adelchi,
sul quale, proprio dalle pagine de L’impaziente, attraverso inchieste corpose
e puntali, aveva messo in evidenza il dramma del lavoro al Sud. I funerali si
terranno domani alle 15 a Supersano.
La redazione di LeccePrima si stringe al dolore della
famiglia e dei colleghi de L'impaziente.
Messapi.info ringrazia la Direzione di LeccePrima.it
.........
6 - Articolo del Tg8action.it - L'informazione salentina in tempo reale
www.tg8action.it
LUTTO PER LA MORTE
IMPROVVISA DI MICHELE FRASCARO, GIORNALISTA “imPAZiente”
Si
è spento improvvisamente mentre con il cuore come sempre stava portando avanti
una delle sue battaglie per il lavoro. Il lavoro, con la L maiuscola, quello dei
diritti, della sicurezza e della dignità. Michele Frascaro partecipava ad un
incontro con una delegazione di operai Adelchi ieri sera a Supersano, suo paese
d’origine, quando un infarto lo ha stroncato ad appena 37 anni. Proprio la
battaglia dei lavoratori del calzaturificio salentino lo assorbiva da tempo,
seguiva la vicenda in modo personale oltre che professionale e gli stessi operai
se ne erano accorti. Domani a Roma michele sarebbe stato con loro per il tavolo
tecnico convocato al ministero, ennesimo capitolo di una vicenda che aspetta
ancora uno spiraglio positivo. Ma Michele Frascaro non ci sarà a causa di un
destino beffardo che lo ha sottratto alle sue battaglie e alla vita proprio
davanti agli occhi della moglie Angela che fra un mese partorirà la figlia
Gloria, tanto attesa. Il nome di Michele Frascaro è indissolubilmente legato
alla cooperativa Paz e alla rivista d’inchiesta ad essa collegata
l’impaziente. L’ultimo numero del giornale, ideato e curato con estrema
attenzione proprio da Frascaro era dedicato al caso Adelchi. Per lui sempre
impegnato sul campo, si era pensato anche ad una candidatura alle prossime
regionali ma l’ipotesi era sfumata all’ultimo momento. In questi anni
Michele Frascaro era stato l’anima anche di altre iniziative tutte
contrassegnate da un impegno sociale sincero e passionale, come nel caso della
campagna lavorare in sicurezza contro gli infortuni sul lavoro nei cantieri:
lavorare in sicurezza. Sincero e passionale, un esempio da imitare così lo
ricordano i tanti amici e i colleghi giornalisti, tra cui ci siamo anche noi,
che ci uniamo al dolore della famiglia e della moglie. Ciao Michele, un saluto
con una frase che amavi e che rimane un insegnamento per tutti: “Per non
lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in
ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
(Ernesto Guevara)”
Messapi.info ringrazia la Direzione del
Tg8action.it
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7 - Articolo di TuttoCasarano.it - Lo
spazio web a disposizione dei cittadini
www.tuttocasarano.it
MUORE FRA I "SUOI" LAVORATORI A CUI HA
DEDICATO LA VITA. ADDIO MICHELE FRASCARO
E’
morto come ha sempre vissuto, lottando per difendere i diritti dei lavoratori
calzaturieri. Così se ne è andato Michele Frascaro, direttore de
L’Impaziente, magazine d’inchiesta e comunicazione.
A
soli 37 anni, ieri sera, nella sua Supersano, probabilmente un infarto ha
stroncato la sua giovane vita nel corso di un’assemblea pubblica a favore
degli operai del gruppo Adelchi, alla presenza della moglie, incinta all'8°
mese. Michele Frascaro conosceva bene le problematiche del settore
calzaturiero, essendo egli stesso un ex operaio del gruppo Filanto.
Tante
le battaglie che ha portato avanti nella sua breve ma intensa vita per difendere
i diritti dei lavoratori calzaturieri. Dal 2001 dirigeva l’impaziente,
giornalista – politico – eroe, non ha lesinato impegno, lotta e passione per
difendere gli indifendibili, i dimenticati, i senza volto.
Lascia
la moglie Angela, i parenti tutti, e un grandissimo esempio in tutti coloro che
l’hanno conosciuto.
Michele
era un grande, aveva quel carisma, quella determinazione, quel coraggio e
coerenza che solo nei grandi si incontrano, e Michele era un grande.
“Comunista”
nel sangue, passionale, forte, sincero, a lui rivolgiamo un dolce saluto con
tutta la nostra stima e gratitudine.
Messapi.info ringrazia la Direzione di
TuttoCasarano.it
..................
AMBIENTE
19 marzo 2010
L'APPELLO
DELLA FACOLTÀ DI BENI CULTURALI DELL'ATENEO DI LECCE
Lecce, l’Università contro
«Lo sfregio della statale 275»
Fonte:
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
LECCE - Storia e archeologia, ma anche fauna e paesaggio -
il cui valore è riconosciuto a livello europeo - non possono essere spazzati
via da un troncone di superstrada a quattro corsie.
A prendere posizione contro l’ultimo tratto della statale 275 ora è anche il
Consiglio di facoltà di Beni Culturali, che proprio ieri ha approvato
all’unanimità un documento con il quale invita ad una «riflessione» tutti i
cittadini e gli amministratori pubblici del Salento, «perché sia salvaguardato
e tutelato questo nostro lembo di terra. E’ un dovere - sostiene il consiglio
- che abbiamo verso i nostri figli e le nuove generazioni».
L’appello scaturisce dopo la notizia della definitiva approvazione da parte
dell’Anas del progetto esecutivo della superstrada a scorrimento veloce, 18
chilometri di asfalto ed imponenti opere accessorie, tra Montesano e Leuca, in
un paesaggio tra i più belli e caratteristici del Salento. «Indignazione ma
anche stupore - commenta il consiglio di facoltà - perché questo paesaggio
viene irrimediabilmente deturpato per la miopia politica di tanti amministratori
pubblici». Per i rappresentanti di Beni culturali, la costruzione della
superstrada costituirà un enorme dispendio finanziario (i costi sono lievitati,
in un decennio, da 152 a 288 milioni) e comporterà un’alterazione
irreversibile di una zona a forte attrattività turistica e di grande valenza
storico-archeologica. «Svincoli, complanari, terrapieni, trincee, viadotti,
sotto e sovrappassi - rammenta il consiglio - accompagneranno questa strada sino
al Capo di Leuca. E risultano risibili anche le assicurazioni dei progettisti e
dell’Anas in merito alle opere di mitigazione ambientale, quali il ripristino
di muretti a secco, pagghiare e ripiantumazione degli alberi divelti,
dimenticando - spiegano dall’Università - che il paesaggio e i suoi manufatti
caratteristici costituiscono un “unicum” non ricostruibile artificialmente
come una qualsiasi Disneyland».
I rappresentanti di Beni culturali rilevano poi che «nella molteplicità delle
forme che il paesaggio conteporaneo può assumere, il progetto di strada veloce
dovrebbe configurarsi oggi come potenziale strumento di riconnessione, riordino
e valorizzazione di nuovi spazi e funzioni. Per individuare queste strategie -
spiegano - occorre conoscere alcune esperienze progettuali maturate in Europa
nell’ultimo decennio; queste ultime, superata l’idea che la strada veloce
sia un semplice collettore per il traffico veicolare, ne esplorano le
potenzialità come elemento per strutturare nuovi rapporti tra parti di città,
territorio e paesaggio». Il consiglio di facoltà di Beni culturali ritiene
pertanto che «non sia affatto tardi avviare una riflessione, almeno in
riferimento al terzo tronco, sulla possibilità di ripensare le modalità di
attraversamento di questo tratto di paesaggio salentino ancora integro e denso
di storia e cultura della ruralità». In proposito i rappresentanti della
facoltà sostengono che la costruzione della superstrada è in aperto contrasto
con la «Convenzione europea sul paesaggio», che viene riconosciuto
giuridicamente quale componente essenziale del contesto di vita delle
popolazioni, del loro comune patrimonio culturale e fondamento della loro
identità. Ma è pure in contrasto con il Piano territoriale di coordinamento
della Provincia - che delinea la prospettiva del Salento come grande area-parco
- e con il Piano paesaggistico regionale. Per il consiglio di facoltà occorrono
soluzioni attentamente meditate per preservare non solo le numerose
testimonianze preistoriche e archeologiche presenti (come ad esempio nelle
località Punta Ristola, Fani o Magurano), ma anche le risorse naturalistiche di
importanza comunitaria già censite e sottoposte a tutela ambientale (parco di
Otranto-Tricase-Leuca e zone Sic). «Insomma - conclude il consiglio di Beni
culturali - abbiamo ancora la fortuna d avere uno dei pochi paesaggi di rara e
suggestiva bellezza, perché deturparlo con la sovrapposizione di un’inutile e
costosa colata di cemento?».
Sempre in merito alla questione, Franco Chiarello (candidato di Sinistra
ecologiua e libertà alla Regione) ricorda che l’altra sera, in un incontro
tenutosi a Tricase, l’assessore regionale all’Urbanistica Angela Barbanente,
ha spiegato come il progetto della “strada-parco” vada difeso non per amore
delle 4 corsie, ma perché costituisce l’unica possibilità per rivedere la
pianificazione, nel pieno rispetto del paesaggio e delle necessità dei
salentini del Sud Salento. «Ciò detto - conclude Chiarello - non bastano la
via giuridica e l’impegno della classe politica cui appartengo: occorre una
mobilitazione popolare. Ed è per questo che mi impegno ad appoggiare il lavoro
di sensibilizzazione e mobilitazione che i comitati stanno con alacrità
portando avanti».
Messapi.info
ringrazia la Direzione de
"La Gazzetta del Mezzogiorno"
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AMBIENTE
14 marzo 2010
LA STRADA STATALE FA DISCUTERE
"275,
progetto inadatto al Salento"
di Pierpaolo
Spada
Fonte:
"il Paese nuovo"
"275, PROGETTO INADATTO AL
SALENTO"
L’assessore regionale all’Assetto
territoriale: "Faremo ricorso, ultimo tratto insostenibile. L’appalto sia
suddiviso in lotti e rivisitato".
Barbanente: "Scartate
tutte le nostre prescrizioni. Si
vede che chi l’ha redatto non conosce il territorio".
"E’ impossibile far finta
di nullae permettere che il paesaggio del Salento, unico per la sua
bellezza, sia deturpato da un’opera che al contrario può essere rivista e
ricondotta nei limiti, esattamente come la Regione aveva previsto ponendo in
essere tutta una serie di prescrizioni che il Cipe ha, invece, totalmente
scartato, approvando un progetto non conforme al Salento". Per Angela
Barbanente, assessore regionale all’Assetto del Territorio, è davvero
difficile comprendere come si sia approdati all’attuale progetto - definitivo
- per il raddoppio e l’ammodernamento della Strada Statale 275 Maglie Santa
Maria di Leuca. A suo avviso, è impossibile non riconoscere il valore non
compatibile che l’opera evidenza rispetto al paesaggio dove presto comincerà
a sorgere. "Si vede come coloro i quali abbiano realizzato il progetto,
nella sua ultima versione, - sostine Barbanente - non conoscano minimamente il
territorio salentino, altrimenti non avrebbero mai pensato anche solo di
prefigurare un’opera di siffatto impatto ambientale". Chi parla, d’altro
canto, è un’urbanista con una riconosciuta sensibilità nei confronti dei
territori e dei valori paesaggistici che li arricchiscono, dal Gargano al
Salento, appunto. L’assessore Barbanente non riesce proprio a concepire anche
solo l’idea che quattro corsie, munite di piloni, viadotti e quant’altro
possano penetrare il Capo di Leuca senza considerare le conseguente evoluzioni
che quella straordinaria porzione di territorio potrà subire. I più cinici,
che qui nel Salento sono tanti, provano fastidio nei confronti di questa
moralità, di questa profonda etica che sposa il paesaggio e con esso ogni
eventuale e possibile insediamento che lo rispetti, esattamente come un ospite.
Al centro il paesaggio, poi tutto il resto: ma se proprio non se ne può fare a
meno. E’ questa la filosofia che anima il pensiero di Angela Barbanente così
come tutta l’azione della Regione proiettata all’urbanizzazione, all’industrializzazione,
dunque, all’infrastrutturazione dei territori. Al centro c’è solo l’ambiente.
Solo comprendendo questo principio si potrà giudicare meno gravemente la scelta
della Regione, condivisa da tantissimi soggetti istituzionali e non, di
intervenire decisamente sulla questione, anche a costo di condizionare la
tempistica per la realizzazione dell’opera stessa. Stiamo ovviamente parlando
dell’impugnazione - annunciata da Loredana Capone- alla quale la Regione
intende dare seguito affidando l’incarico a una persona che del Salento
conosce anche ciò che non si vede più: l’avvocato Giovanni Pellegrino, tra i
tanti ruoli rivestiti, anche presidente della Provincia di Lecce. "Un
rinvio è un rinvio, certo, - replica la Barbanente - ma qua ci troviamo davanti
a un’opera realmente inadatta a questo territorio. Avrei capito se fosse stata
prevista in Capitanata, territorio morfologicamente più indicato. Ma nel
Salento". Tutto sta, quindi, nel far riconsiderare all’Anas gli errori
compiuti nell’approvare il progetto definitivo. La questione rimane legata
agli ultimi 6 chilometri della Ss275 da Montesano in giù, praticamente.
"Nella nostra delibera del 2007 - afferma ancora l’assessore - c’era la
previsione della strada parco, c’era la previsione di un belvedere, c’era la
previsione di adeguare anche l’arredamento urbano secondo la configurazione
che quella parte di territorio riesce benissimo a dettare, così come c’era la
previsione delle due corsie invece che quattro. Tutto concertato con i sindaci,
si badi bene. Poi, tutte queste prescrizione sono state cancellate. E non per
motivi politici, ma per motivi, ripeto, legati alla conoscenza di questo
territorio che è tra i più straordinari d’Italia. Si vede troppo chiaramente
che l'opera è progettata per un territorio che non ha le caratteristiche del
Salento ". Concezione radicale, ma forse nemmneo troppo, perchè in linea
con le basilari norme di compatibilità ed eco-sostenibilità ambientale dovute
nei confronti di qualsiasi paesaggio che la Barbanente accosta, però, anche a
quella propriamente prediletta dagli imprenditori e dai costruttori che,
pensando alla Ss275, si rammaricano soprattutto di non poter partecipare alla
sua realizzazione. L’Anas sta, infatti, per avviare alla gara un appalto di
oltre 288 milioni di euro, assolutamente inaccessibile a qualsiasi impresa
salentina o pugliese che sia. L’assessore è d’accordo: "L’appalto
andava suddiviso in più lotti. Sarebbe stata la via migliore dal primo momento.
Ma qui si va avanti con la logica delle grandi opere, dei grandi appalti
realizzabili secondo standard che il più delle volte, poi, non conciliano con
la natura dei luoghi dove devono essere realizzate. In Italia il problema è
noto, mentre in Francia, in Inghilterra ormai anche in Germania si è scelta la
linea del rigore, ma nei confronti del paesaggio. Sono questi i modelli che
dobbiamo seguire. Il Salento è un territorio costituito da un tessuto tenue, lo
ribadisco ancora una volta, non può reggere un’opera così".
Pierpaolo Spada
Articolo de:
Messapi.info ringrazia l'Autore e la
Direzione del Giornale "il Paese nuovo"
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AMBIENTE
10 marzo 2010
UN PARCO PER I CITTADINI
"Da tre anni la stessa
richiesta: l'ex Galateo subito ai cittadini"
Fonte:
"il Paese nuovo"
Articolo de:
Messapi.info ringrazia la
Direzione del Giornale "il Paese nuovo"
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CULTURA
LE RICCHEZZE DEL GARGANO
Un ritrovamento eccezionale
del Team Archeo-Speleologico "Argod"
Peschici, anche al Castello la
Triplice Cinta Sacra?"
di Andrea Grana
Fonte:
www.puntodistella.it
PESCHICI, ANCHE AL CASTELLO LA TRIPLICE
CINTA SACRA?
Nell’estate del 2007 scoprii quasi per
caso un’immagine geometrica pitturata sullo stipite sinistro del portale del
Castello di Peschici, uno dei siti più affascinanti del Gargano. All’inizio
sembrava solo un’ombra, un tratto scuro indefinito che in qualche modo aveva
attirato la mia attenzione, ma a un’analisi ravvicinata notai subito delle
pitture nere, fortemente sbiadite e consumate dal tempo e dalle intemperie, che
formavano figure geometriche a me familiari. Si riuscivano a distinguere angoli
di 90°, che poi sembravano comporre dei quadrati. All’istante lo feci notare
anche a Giovanni Barrella, presidente del Team Archeo-Speleologico “Argod”,
che era lì con me, ed ebbe le mie stesse impressioni.
Scattammo delle foto per poi analizzarle meglio al computer in un momento
successivo. Da un primo risalto dei colori effettivamente si distinguevano
abbastanza bene due quadrati concentrici e in effetti pubblicammo un trafiletto
nella sezione “ricerche” del nostro sito di allora. Dopo un lungo periodo di
tempo, ho voluto di nuovo approfondire la questione per effettuare analisi più
accurate. Non potendo usufruire di mezzi tecnologici, né potendo avvalermi di
persone competenti in materia per analizzare dei campioni della pittura, ho
condotto le mie ricerche percorrendo due strade: la ricerca storica e
l’analisi scientifica dell’immagine attraverso software professionali. Mi
sono avvalso della collaborazione e dell’aiuto di un amico disegnatore 3D,
Alberto Rignanese, di Mattinata, specializzato nell’uso di software
d’avanguardia nella grafica e sull’analisi dell’immagine.
Messapi.info ringrazia la
Direzione del Giornale on-line "Punto di stella" ed il Team
Archeo-Speleologico "Argod"
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CULTURA
6 marzo 2010
I TESORI DEL SALENTO
Scoperta
archeologica ad Ugento
(Le)
"Importante
scoperta archeologica ad Ugento, tombe, strutture megalitiche funerarie,
risalenti al II millennio avanti Cristo, sono venute alla luce durante una
campagna di scavo."
Fonte:
TGNORBA
Salento
(edizione del Tg delle ore 08.00)
di: Chiara
Chiriatti
Il
grande tumulo, denominato con il termine locale a Specchia, sorge su un ciglio
degli ultimi rilievi che guardano la costa jonica. Tombe e strutture megalitiche
funerarie composte da lastre di roccia calcarea risalenti al II millennio avanti
Cristo, venute alla luce ad Ugento in località Tanisi nel corso della prima
campagna di scavi del 2008. il complesso archeologico, individuato sin ora, tra
i più importanti di età preistorica scoperti negli ultimi anni nel Salento,
comprende anche due grotte contenenti resti scheletrici e vario materiale
ceramico e bronzeo. I primi risultati delle indagini e li obiettivi futuri sono
stati illustrati in provincia a Lecce.
Archeologa
intervistata:
"A Specchia erano presenti quattro tumuli, che sono delle costruzioni
megalitiche fatte di grandi lastre di calcare locale, in cui avevano deposto più
di una persona."
Il
progetto “ricerca territoriale” mira a conoscere adesso il numero esatto di
tombe presenti per ricostruire la ritualità funeraria di quella particolare era
storica. Gli esiti scientifici degli scavi, ha spiegato Antonio Castorani
presidente della fondazione Cassa del risparmio per la Puglia, che ha
cofinanziato l’attività di scavo per 50 mila euro nella prima fase dei lavori
e con altre 50 mila euro gli interventi futuri, devono rappresentare il punto di
partenza per la creazionegestione
di una vera e propria area archeologica che possa muovere l’economia in
termini occupazionali e turistici. “Solo così si può continuare a
giustificare il nostro intervento finanziario”, ha chiarito Castorani. Un
appello alla collaborazione con le istituzioni che l’assessore alla cultura
del Comune di Ugento, Massimo Lecci e la vice Presidente della Provincia Simona
Manca hanno raccolto con entusiasmo.
Messapi.info ringrazia la
Direzione e la Redazione del TGNorba Salento
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CULTURA
3 marzo 2010
IN DIFESA DEI MONUMENTI
MEGALITICI DEL SALENTO
Articolo di:
"il Paese nuovo"
Messapi.info ringrazia la
Direzione del Giornale "il Paese nuovo" e l'Avv. Giovanni D'Agata
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AMBIENTE
27 febbraio 2010
INCHIESTA SULL'INQUINAMENTO IN PUGLIA
"Enel: la centrale assassina
di Cerano"
di Gianni Lannes
Fonte:
www.italiaterranostra.it
A Cerano in provincia di
Brindisi, in riva al Mare Adriatico sorge la centrale termoelettrica più grande
d'Europa. L'impianto si estende su di una superficie di 270 ettari e vanta una
potenza di 2.640 megawatt (suddivisi in quattro sezioni policombustibili). Le
emissioni di anidride carbonica (CO2) della "Federico II" ammontano ad
oltre un terzo del totale delle emissioni nazionali: 15,8 milioni di tonnellate
annue a fronte di un totale nazionale di 44,5 milioni. A poca distanza in linea
d'aria l'altra centrale di Brindisi, la EdiPower emette quasi due milioni di
tonnellate di CO2. Le emissioni di Cerano superano persino quelle degli interi
Stati Uniti d'America per una cifra equivalente ai cinque millesimi dei milioni
di tonnellate riversate ogni anno nell'atmosfera dagli U.S.A. Gli effetti di
questa mole inquinante sono state rilevate con riscontri scientifici
inoppugnabili. Infatti le analisi svolte dalla Direzione qualità della
vita del ministero dell'Ambiente e validate dall'Arpa hanno riscontrato la
presenza di pesticidi e metalli pesanti oltre i limiti consentiti nelle
coltivazioni di ortaggi destinati alla vendita, nel sottosuolo e nella falda
profonda del territorio compreso tra Brindisi e Cerano. Ossidi di azoto e di
zolfo, oltre a nanoparticellle e microinquinanti varie danzano allegramente nei
polmoni degli ignari (o quasi) salentini. che si ammalano e muoiono in silenzio.
In questo scenario la città di Lecce, appare colpita direttamente dalle
incidenze neoplastiche diffuse dal Registro tumori jonico salentino. La
classifica delle tre province salentine configura proprio Lecce al primo posto
con un'incidenza pari all'11,8 per cento dei casi di tumore alle vie
respiratorie, seguita dai due poli industriali del territorio, Brindisi (9,3 per
cento) e Taranto (8,3 per cento). L'impianto di Cerano è collegato tramite
quattro elettrodotti a 380kV alla stazione elettrica di Tuturano, da cui si
snodano le linee nazionali. Il complesso comprende quattro gruppi turbina
l'alternatore, quattro torri per i generatori di vapore, due sale di controllo,
gli spazi dei trasformatori, un parco combustibili liquidi e un piazzale per lo
stoccaggio del carbone, gli impianti per il recupero ceneri e per i
condensatori, la ciminiera dove sono convogliati i fumi ed il canale di scarico
in mare aperto. Già nel 1995 l'Organizzazione mondiale della
Sanità aveva valutato l'area di Brindisi a grave rischio ambientale.
Nonostante gli ingenti finanziamenti europei le bonifiche non sono mai state
avviate, mentre le multinazionali del crimine col beneplacito dello Stato
italiano (e decreti ad hoc) continuano ad inquinare impunemente. A quando una
rivolta almeno morale?
Messapi.info ringrazia la
Direzione del Giornale on-line "Terranostra"
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ARTE
16
febbraio 2010
IN
VETRINA I BENI CULTURALI
"Cattedrale
Otranto, mostra a Lecce"
Fonte:
il Paese nuovo.it
La nuova stagione dei
beni culturali in Puglia dal 22 febbraio al 5 marzo
CATTEDRALE OTRANTO, MOSTRA A LECCE
Il consolidamento e il
restauro della cattedrale di Otranto; la nascita del sistema museale del Sud
Salento; il restauro e la conservazione dei documenti di carta e in pergamena
della basilica di san Nicola a Bari; il completamento dei lavori di
valorizzazione del parco archeologico delle Mura messapiche di Manduria; l'avvio
del progetto Aracne di biblioteche pubbliche locali in provincia di Foggia. E
ancora: il recupero dell'ex-sinagoga di Trani e la creazione della rete dei
teatri storici di Puglia. Sono alcuni tra gli oltre 500 interventi, finanziati
con il ricorso integrato a fondi regionali, nazionali ed europei che hanno
caratterizzato negli ultimi anni una nuova stagione dei beni culturali in
Puglia. I risultati di questo impegno saranno al centro del convegno organizzato
dall'assessorato regionale al Sud e al Diritto allo studio e dell'Arti in
programma giovedì 18 febbraio nell'auditorium della Biblioteca nazionale "Sagarriga
Visconti" di Bari. Complessivamente gli interventi di recupero e
valorizzazione hanno riguardato sette sistemi omogenei: archivi, aree
archeologiche, biblioteche, cattedrali, complessi monumentali, musei e teatri.
Tutte queste eccellenze saranno illustrate in sei mostre in programma in
contemporanea nelle province pugliesi. In particolare le mostre, lfingresso è
libero, apriranno il 18 e visitabili sino al 4 marzo a Barletta (teatro Curci),
Brindisi (Palazzo Nervegna), Foggia (Biblioteca provinciale), e Taranto
(Biblioteca comunale). A Lecce, invece, la mostra che sarà ospitata presso l'ex-Convitto
Palmieri apre il 22 e chiude il 5 marzo.
Articolo di:
Messapi.info ringrazia la Redazione
del giornale on-line "il Paese nuovo"
Ma non
finisce qui. Il coordinatore dell’Osservatorio “Torre di Belloluogo”,
Beniamino Piemontese, ci fa sapere che il sindaco di Vernole ha denunciato
pubblicamente “L'AVVELENAMENTO DEL MARE” per colpa dello sversamento delle
acque reflue della zona industriale leccese. Di seguito il contenuto della
denuncia.
Messapi.info ringrazia la Redazione
del Giornale on-line "Punto di stella"
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TUTELA
DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
1
febbraio 2010
Attenzione
ai parchi eolici!
Lettera
del Direttore Regionale per la Puglia del Ministero per i Beni e le attività
Culturali al Presidente della Provincia di Lecce e al Presidente della Regione
Puglia
TGR Puglia - RAI TRE
Telegiornale del 1
Febbraio 2010 (edizione delle ore 14.00)
Servizio del Giornalista
Marcello Favale
Titoli:
Lecce
l'inviato Marcello Favale
Una centrale nucleare non la
vuole nessuno in Puglia, ma anche gli altri impianti che producono energia da
fonti alternative non sono visti molto bene dalle associazioni ambientaliste.
Proprio in questi giorni, pressato anche dalle segnalazioni delle associazioni e
dei comitati spontanei, il Direttore regionale dei Beni Culturali ed Ambientali
Ruggero Martines ha inviato una lettera al Presidente della Regione Puglia ed al
Presidente della Provincia di Lecce per richiamare la loro attenzione sul
proliferare delle concessioni per la realizzazione dei parchi eolici che,
soprattutto in Provincia di Lecce piatta e circondata dal mare, stanno per
spuntare con le loro pale come grandi fiori di cemento. Le pale eoliche ed i
campi di pannelli fotovoltaici al silicio, secondo il Direttore regionale dei
Beni Ambientali, stanno cambiando il panorama perché ormai sono tante le
richieste di svellimento di vigneti ed uliveti che pervengono alle autorità del
settore. Le preoccupazioni riguardano un territorio ad alta valenza
paesaggistica, un connotato che finora è stato tra le caratteristiche più
apprezzata del Salento. Da qui la necessità che permessi e concessioni per la
realizzazione di parchi eolici e fotovoltaici vengano rilasciati tenendo conto
di questi cambiamenti che stanno rivoluzionando il paesaggio pugliese. Occorre
decidere, e lo devono fare anche le popolazioni, se è necessario insistere
sulla produzione di energia alternativa oppure puntare sulla conservazione e la
valorizzazione del paesaggio naturale, non sull’onda delle emozioni o delle
pressioni ma avendo ben presenti le conseguenze che le due scelte comportano.
(trascrizione dell'audio
del servizio)
Messapi.info ringrazia il
Giornalista e la Direzione del
TGR Puglia
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ARTE
22
gennaio 2010
La
rinascita dell'Albero della Vitaa
Otranto
1
"Nuovo restauro del Mosaico:
le valutazioni laser in 3D"
Fonte:
LeccePrima.it
[22/01/2010]
NUOVO RESTAURO DEL MOSAICO:
LE VALUTAZIONI LASER IN 3D
Presentate in conferenza
stampa le rilevazioni propedeutiche al nuovo restauro il tesoro di Pantaleone:
per analisi utilizzata la tecnica 3D laser scanner. Interventi soprattutto nelle
zone laterali
OTRANTO - Sono state
presentate, ieri, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso lfaula
magna del seminario arcivescovile di Otranto, le rilevazioni realizzate
dallfIstituto superiore per la conservazione dei beni di Roma, propedeutiche ad
un intervento di nuovo restauro del mosaico della Cattedrale.
(...)
Va
ricordato, alla luce di questo importante nuovo restauro, l’impegno di
attenzione profusa dal locale Comitato Pro Albero della Vita, successivamente
all’inchiesta sullo stato di conservazione dell’opera di Pantaleone lanciata
da LeccePrima.it, sul tema, e l’interesse di sensibilizzazione
dell’Osservatorio Torre di Belloluogo, anch’esso attore propositivo in
questa lunga vicenda.
"Otranto. Mosaico verso il
restauro: pronte rilevazioni"
Fonte:
LeccePrima.it
[19/01/2010]
OTRANTO, MOSAICO VERSO IL RESTAURO: PRONTE RILEVAZIONI
Verranno presentate giovedì prossimo in una conferenza
stampa le rilevazioni sul mosaico di Otranto dell’Istituto superiore per la
conservazione dei beni di Roma, propedeutiche ad un nuovo restauro
OTRANTO - La Direzione regionale per i Beni culturali e
paesaggistici della Puglia annuncia l’iniziativa "Il restauro del pavimento
musivo della Cattedrale di Otranto" per la presentazione delle rilevazioni,
preliminari all’intervento di restauro, effettuate dall’Istituto Superiore
per la conservazione ed il restauro di Roma. L’incontro è stato convocato per
giovedì 21 gennaio, alle 11, presso l’aula magna del seminario arcivescovile
locale.
(...)
Occorre ricordare, ad onor di
cronaca, che nel novembre 2007, LeccePrima aveva ampiamente trattato
l’argomento e che, sulla base di un’inchiesta particolarmente discussa ed
apprezzata (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4462),
lo stesso direttore per i Beni culturali pugliesi, Ruggero Martines aveva
assicurato iniziative atte al recupero del prezioso bene (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=5375).