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Il sito web dedicato all'Ambiente, all'Arte ed alla Cultura, alla Cittadinanza attiva ed alla Civiltà, ai Riti religiosi ed alle Tradizioni popolari a Lecce, nel Salento e in Puglia

a cura di Beniamino Piemontese

 

 

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Articoli

CULTURA

5 maggio 2010

UNA CHIESA DIMENTICATA: SANTA MARIA DELLA GRAZIA A LECCE

 

L’antica chiesetta della Madonna degli Studenti

di Marco Piccinni

D.O.M
DIVAE MARIAE GRATIARU
DICATUM TEMPLUM
FIDELIUM PIETAS EREXIT
ANNO —— VIRGINIS
MDCCV

Sono queste le poche informazioni certe, e purtroppo anche parzialmente incomplete, che si dispongono sulla piccola chiesa dedicata alla Madonna della Grazia, sita in via Madonna degli studenti a Lecce e, per questo motivo, più conosciuta come chiesa della Madonna degli Studenti. Poche informazioni scolpite sul portale di ingresso, appena sotto il giocondo viso di un angelo, una delle pochissime decorazioni in pietra leccese che adornano la facciata di questo piccolo tempio.

 

Date le sue ridotte dimensioni, e probabilmente anche perchè è sita in una proprietà privata, la chiesetta ha destato poco l’interesse di studiosi, storici e amministrazioni, che l’hanno trascurata a tal punto da renderla quasi invisibile ai cittadini della sua Lecce, se non per i pochi vicini che la domenica, giorno in cui il proprietario la apre al pubblico, si recano per un breve raccoglimento in preghiera. Se infatti vi recherete nel capoluogo leccese, chiedendo informazioni ai passanti su come raggiungere questa piccola chiesa, al 99% vi sentirete ripondere “é sicuro che la chiesa si chiami cosi?” oppure “mi dispiace ma non credo di conoscerla, ci sono così tante chiese a Lecce!“.

Un piccolo ripostiglio posto a ridosso della chiesa, un altarino e una vecchia effige, sono queste le semplici cose che compongono questo piccolo luogo sacro, accostate a piccole storie della gente che ci vive intorno, come una vecchietta che coltiva in un piccolo ape un suo piccolo giardino, del custode che si occupa della difficile manutenzione di una struttura così vecchia e fragile, di qualche fotografo che di tanto in tanto, incuriosito dalle voci che si sentono in giro, decide di recarsi sul posto per constatare di persona l’esistenza o meno di questa chiesa.

Decisamente poco indicata per essere accostata alle altre imponenti chiese che circondano il centro storico di Lecce, sarà forse anche questo il motivo per il quale è posta in una stradina decentrata rispetto ai fasti del barocco cittadino. La sua collocazione spezza decisamente il rigore e la monotonia cittadina di una strada secondaria, poco trafficata, contribuendo ad alimentare quel fascino di mistero che la circonda e che l’ha fatta giungere fino a noi.

Un appello al sindaco di Lecce è stato lanciato dall’Osservatorio della Torre di BelloLuogo in occasione del decimo anno della scomparsa del grande giornalista Domenico Faivre.

 

Marco Piccinni

Salogentis.it

 

Le foto che vedete in quest’articolo sono state realizzate per noi da Antoniologic.

Articolo pubblicato da:

www.salogentis.it

 

Messapi.info ringrazia la Direzione di Salogentis.it e l'Autore dell'articolo

 

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CULTURA

24 aprile 2010

 

"Spiaggia della Purità: cantiere insabbiato"

di Beniamino Piemontese

 

Fonte:

www.lecceprima.it

 

[24/04/2010]
SPIAGGIA PURITÀ DI GALLIPOLI: CANTIERE INSABBIATO?
Il referente dei Messapi e membro dell’Osservatorio Torre di Belloluogo, Beniamino Piemontese, evidenzia il procedere a rilento del cantiere nel tratto delle mura sulla spiaggia della Purità

Gallipoli restauro mura (foto Piemontese).
GALLIPOLI - Un cantiere insabbiato? La domanda sorge spontanea, con riferimento al “Seno della Purità” di Gallipoli e su una importante segnalazione di Beniamino Piemontese dell’Osservatorio Torre di Belloluogo e de I Messapi, da sempre uomo attento alle bellezze storico-artistiche che il territorio salentino offre. Ebbene da qualche mese è stato aperto un cantiere per alcuni lavori di restauro delle monumentali mura della “Città Bella”, nel tratto in cui esse si affacciano sulla spiaggia “della Purità”.

In una lettera alle istituzioni locali e provinciali si osserva come il cantiere stesso “con l'estate alle porte, sembra proprio che si trovi tutto in ‘alto mare’; anzi è meglio dire che il cantiere sembra si sia ‘insabbiato’...!”. Un “caso” che rischia di diventare esattamente la fotografia di una certa lentezza burocratica, a volte tipicamente italiana, e che avrebbe come danno più eclatante il non riconsegnare alla vista dei più e in tempi ragionevoli un tratto importante delle cinta muraria gallipolina.

“Se per poche decine di metri i lavori – evidenzia Piemontese -, già iniziati da tempo, sembrano così lontani dall'avere soluzione, è legittimo chiedersi: a quando la rinascita delle antiche mura urbiche, e -con essa - la rinascita della ‘Città Bella’?”. Alle istituzioni, dunque, una risposta concreta.

Articolo di:

 

Ringraziamenti

Messapi.info ringrazia la Direzione di LeccePrima.it

 

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CULTURA

aprile-maggio 2010

 

"Il Cantiere insabbiato"

di Beniamino Piemontese

 

Fonte:

ANXA News

(marzo-aprile 2010)

 

 

Sul Web:

Anxanews anno VIII n. 3-4 marzo/aprile 2010

 

Ringraziamenti

Messapi.info ringrazia il Prof. Luigi Giungato, Presidente dell'Associazione Culturale "ANXA" di Gallipoli, oltre che Direttore della Rivista "ANXA News".

 

LETTERA APERTA AL SINDACO DI GALLIPOLI

16 aprile 2010

IL CANTIERE "INSABBIATO"

Gallipoli (Le)

Gallipoli - Seno della Purità - Foto di: Beniamino Piemontese (marzo 2010)

Gallipoli - Seno della Purità

Foto di: Beniamino Piemontese (marzo 2010)

 

A quando la rinascita della "Città Bella" ?

Si riporta un'immagine del cantiere in cui sono in corso, ormai da mesi, i lavori di restauro delle monumentali mura della "Città Bella", nel tratto in cui esse si affacciano sulla spiaggia "della Purità".

Con l'estate alle porte, sembra proprio che si trovi tutto in "alto mare"; anzi è meglio dire che il cantiere sembra si sia "insabbiato"...!

Se per poche decine di metri i lavori, già iniziati da tempo, sembrano così lontani dall'avere soluzione, è legittimo chiedersi: a quando la rinascita delle antiche mura urbiche, e -con essa - la rinascita della "Città Bella"?

Beniamino Piemontese - Messapi.info

16 aprile 2010

 

INFO

Per informazioni e notizie sulle antiche mura della "Città Bella", si consiglia di visitare il sito web del Comune di Gallipoli:

LE MURA URBICHE DI GALLIPOLI

 

Pubblicazione:

OSSERVATORIO TORRE DI BELLOLUOGO

PATRIMONIOSOS.it

 

Messapi.info ringrazia la Presidenza dell'Osservatorio Torre di Belloluogo

e la Direzione del Sito Web PatrimonioSos.it

 

Vedi le fotografie:

Il Salento visto... dalla terra

 

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ARTE

12 maggio 2010

 

"Barbara e Winspeare, premio a Cannes per la pasticciera leccese"

di Claudia Presicce

 

Fonte:

Nuovo Quotidiano di Puglia

 

Barbara e Winspeare, premio a Cannes per la pasticciera leccese

LECCE (12 maggio) - Ha i colori che ricordano Frida Kalho, ma i tratti sono più di una Madonna del Tiziano. Botero ne avrebbe fatto una principessa del Novecento, ma la sua morbidezza le regala anche una grazia da Danae del tutto fuori tempo. Chi è entrato nella sua pasticceria se la ricorda.
Per questo Barbara De Matteis che sin da bambina sognava di fare il cinema quando ha incrociato gli occhi di un regista si è trovata di fronte un mondo.
«Lei ha una bellezza fuori da ogni prototipo», le hanno detto in tanti: l’ultimo è stato Ferzan Ozpetek, non uno qualunque. Così, abbandonato per un po’ il registratore di cassa dietro a cui lavora alla “Cotognata leccese”, ha cominciato un’avventura di fronte alla macchina da presa che, da una comparsata all’altra, l’ha portata dritta dritta a Cannes dove in questi giorni riceverà il premio come migliore attrice protagonista di corti di moda per lo spot “Il primo anniversario”, realizzato per Louis Vuitton da Edoardo Winspeare, nell’ambito del Festival dei Corti di Moda che prenderà il via oggi. A Edoardo andrà quello come migliore regista. (...)

CLAUDIA PRESICCE

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Articolo pubblicato da:

Nuovo Quotidiano di Puglia

 

Messapi.info ringrazia l'Autrice dell'articolo e la Direzione del "Nuovo Quotidiano di Puglia"

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CULTURA

23 aprile 2010

 

"C'è Rudiae"

di Gianluca Virgilio

 

Fonte:

IL PAESE NUOVO

 

 

Libri/ Pubblicato dallfEditore Congedo il numero 20-21 della rivista di Filologia Classica dell'Università del Salento "Rudiae. Ricerche sul mondo classico"

È appena stata pubblicata per i tipi dell'Editore Congedo di Galatina la rivista "Rudiae", con sottotitolo "Ricerche sul mondo classico", n. 20-21, 2008-2009, a cura del Dipartimento di Filologia Classica e di Scienze Filosofiche, Sezione Filologia Classica, dell'Università del Salento, diretta da Pietro Giannini. La rivista si compone di due tomi con numerazione di pagine continua, per un totale di pp. 500 ed è divisa in quattro sezioni. La prima, 'sine titulo', la fa da padrona, poiché comprende ben 392 pagine. Contiene diciassette saggi sui più vari argomenti di letteratura antica, greca e latina, scritti perlopiù da studiosi dell'Università del Salento. Si parla di citazioni nei trattati di retorica antica, dell'uso dell'onomatopea, di un'ode di Orazio (la famosa ode del Soratte), di un problema aristotelico (come mai lo starnuto risolve il singhiozzo?), di "Inscriptiones puerulorum", ovvero di iscrizioni funebri riguardanti "i fanciulli morti anzi tempo", secondo la definizione del Norden; e poi ancora di una tragedia di Euripide (i Cretesi), d'un falso medico in una commedia di Menandro, d'una maga antica di nome Altea, d'un misogino dell'Antichità classica di nome Aurelio Vittore, e così via.

Una glanx satura, un piatto ricolmo di primizie per chi voglia cibarsene. La seconda sezione della rivista, molto più breve della prima, ha per titolo "Tra antico e moderno". Vi confluiscono tre scritti, di cui segnaliamo solo uno, lasciando al lettore la curiosità di scoprire da sé gli altri due. Si tratta di un lavoro di Dino Levante dal titolo "Da Lecce a Catania: profilo di Mario Antimo Micalella classicista salentino tra Otto e Novecento" (pp. 425-444). Mario Antimo Micalella, un professore di quelli di una volta, uno studioso, nato ad Acaya nel 1872 e preside in quel di Catania per lunghi anni, quasi fino alla morte avvenuta nel 1938. Levante ne ricostruisce il percorso di vita e di studi, fornendo anche una "Bibliografia diacronica", che sarà assai utile a quanti vorranno cimentarsi con l'opera di questo studioso salentino, amico e collaboratore di Pasquale Maggiulli, Pietro Palumbo e Eugenio Selvaggi.

Nella terza sezione, intitolata "Cronache", brevissima (pp. 447- 456), Maria Elvira Consoli riferisce sul XIII "Colloquium Tullianum" organizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore e dalla Statale sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica svoltosi nel marzo del 2008 a Milano ed avente per titolo "Cicerone e il diritto nella storia d'Europa".

L'ultima sezione (pp. 457-500) presenta sei "Schede bibliografiche e recensioni". Chiude il volume l'elenco alfabetico dei "Libri ricevuti" e le "Norme per i collaboratori". Pagine ghiotte per il lettore, l'appassionato e lo studioso di cose antiche, ai quali però si consiglia di procedere spizzichi e bocconi, evitando l'abbuffata della lettura sistematica.

 

Articolo pubblicato da:

Il Paese nuovo

Messapi.info ringrazia l'Autore dell'articolo e la Direzione del Giornale "il Paese nuovo"

 

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CULTURA

16 aprile 2010

LA RIPRODUCIBILITÀ DELLE OPERE D'ARTE

 

"Ritornano le Cariatidi (grazie al laser-scanner)"

 

Fonte:

Nuovo Quotidiano di Puglia

 

 

 

Messapi.info ringrazia l'Autore e la Direzione del

Nuovo Quotidiano di Puglia

 

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AMBIENTE

 

15 aprile 2010

LA DISTRUZIONE SENZA SCRUPOLI DEI BENI AMBIENTALI

 

"Crolla la roccia. Dietro interessi privati: sequestri"

 

Fonte:

LeccePrima.it

 

[15/04/2010]
CROLLA LA ROCCIA. DIETRO INTERESSI PRIVATI: SEQUESTRI
Evitato un vero e proprio disastro ambientale. Il sospetto di un fine di lucro dietro alla distruzione, con mezzi meccanici, di parte del costone sul litorale idruntino. Interviene la capitaneria

OTRANTO – Legambiente, di recente, aveva posto l’accento sulla possibilità che qualcuno potesse devastare alcuni tratti di territorio idruntino, luoghi di particolare suggestione paesaggistica, peraltro, per fini del tutto privati. Una denuncia appassionata, quella degli ambientalisti, ed una sensazione condivisa dalla capitaneria di porto di Otranto. Personale militare della guardia costiera, questa mattina, e agenti di polizia municipale della “Città dei Martiri”, sono intervenuti nella zona di San Pietro Canali, operando un sequestro prima che potesse perpetrarsi quello che gli stessi militari non esitano a definire un vero e proprio disastro ambientale.

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Articolo di:

 

Messapi.info ringrazia la Direzione e la Redazione

del Quotidiano on-line LeccePrima.it

 

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AMBIENTE

 

13 aprile 2010

IN DIFESA DEL "COLLE DELLE NINFE E DEI FANCIULLI"

Giuggianello (Le)

 

"No all'eolico sul Colle dei fanciulli"

 

Fonte:

www.ilpaesenuovo.it

 

"No all'eolico sul Colle dei fanciulli"

Interrogazione parlamentare a riposta scritta di Zamparutti e altri 5 deputati del Pd, dopo la denuncia di Italia Nostra

"Il paesaggio è gravemente minacciato"

Dopo le ripetute denunce dell'associazione Italia Nostra di Marcello Seclì, ecco un'interrogazione parlamentare che cerca di fare luce rispetto al selvaggio insediamento di impianti eolici a Minervino, Palmariggi e Giuggianello, tanto da mettere a rischio il colle dei Fanciulli e delle Ninfe, straordinario tassello del patrimonio naturalistico del Salento, perché custode dell'acropoli dell'antica civiltà che ha abitato questa terra.

La prima firma è quella della parlamentare Elisabetta Zamparutti, seguono altre 5 tutte deputati del Partito

Democratico. I destinatari dell'interrogazione sono i ministeri per i Beni culturali e le attività culturali, dell'Ambiente e della Tutela del Mare e del Turismo. Il progetto di mega parco eolico prevede - dicono

gli stessi parlamentari – tre adiacenti e continui impianti, di tre differenti ditte, ricadenti rispettivamente

nei tre comuni che si dividono l'amministrazione del Colle.

"Le torri eoliche ubicate in questo contesto", ampia descrizione particolareggiata, "e dominanti nel raggio di chilometri altererebbero le originarie forti suggestioni legate alla storia e alla natura del sito, fonti di forte attrattività turistica, fulcro della locale economia; diverse torri eoliche sono previste in corrispondenza di accertati giacimenti archeologici neolitici, presso il campo dei massi sacri "de la Vecchia" e nella zona attrezzata di grotta San Giovanni.

Nell'interrogazione si elencano alcune inadempienze da parte della Regione, come le mancate Valutazioni di Impatto Ambientale singole e integrate sugli impianti adiacenti, che sarebbero state ostative alle ubicazioni industriali delle pale. Si solleva anche la questione di conflitto di interesse tra le figure imprenditoriali coinvolte e la Regione Puglia, soprattutto nel caso dell'impianto di Palmariggi - sostiene Italia Nostra – dove non è forse un caso che la Regione, e non la ditta eolica, abbia fatto appello, con fondi pubblici, al Consiglio di Stato contro il ricorso vinto da Italia Nostra e dai cittadini della Provincia di Lecce e dei comuni di

Giurdignano, Otranto e gli altri comuni dell'Unione Terre d'Oriente, sempre per questo impianto la regione lo aveva autorizzato nonostante il parere sfavorevole di Soprintendenza e Provincia di Lecce.

E ancora anomalie da parte della condotta del Comune di Giuggianello che ha permesso, l'istallazione di una torre eolica in un'area bonificata negli anni precedenti, all' "affaire" eolico, con la spesa di 1 miliardo delle vecchie lire, ottenute da un finanziamento pubblico, per farne un anfiteatro per manifestazioni pubbliche, che la pala avrebbe per sempre impedito, per ovvie ragioni di inquinamento acustico e pericolosità elettrica, magnetica e meccanica. gPer la Regione Puglia, il Colle è argomento tabù, e tutto sembra indicare una cieca volontà a permettere la totale devastazione eolico-industriale, che si configurerebbe come un vero e proprio attentato ad un patrimonio inestimabile della cultura mondiale", conclude Italia Nostra.

IL PAESE NUOVO

(13 aprile 2010)

Articolo de:

Il Paese nuovo

Messapi.info ringrazia la Direzione del Tg8action.it

 

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CULTURA

 

11 aprile 2010

PROGETTI STRATEGICI DEL GARGANO

 

"Peschici: Calena e Porto turistico in dirittura d'arrivo?"

 

Fonte:

www.puntodistella.it

 

PESCHICI: CALENA E PORTO TURISTICO IN DIRITTURA DI ARRIVO?

Fra i 29 progetti di punta esaminati dalla cabina di regia di Capitanata 2020, dopo il primo screening delle strutture regionali volto alla individuazione di interventi coerenti con le Linee dei Fondi e i caratteri dell’immediata cantierabilità (leggi http://www.puntodistella.it/news.asp?id=3423), ce ne sono alcuni attesi “da sempre” dagli abitanti della cittadina garganica. Per completezza d'informazione, li elenchiamo di seguito tutti e 29 (tra parentesi l’importo in milioni di euro) a partire proprio da quelli che ci interessano più da vicino.

PESCHICI = Completamento e infrastrutturazione porto turistico (6,253) - Recupero, valorizzazione e fruizione delle chiese dell'Abazia di Santa Maria di Calena (2,5) - Completamento e infrastrutturazione porto di Peschici (2,5)

PESCHICI-VIESTE = Progetto Trabucco (1)

CARPINO = Struttura di accoglienza Carpino Folk Festival (3)

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Articolo di:

Punto di stella - www.puntodistella.it

Messapi.info ringrazia la Direzione del Giornale on-line "Punto di stella"

 

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CULTURA

21 marzo 2010

 

IMPROVVISA SCOMPARSA DEL GIORNALISTA DOTT. MICHELE FRASCARO

DIRETTORE DE "L'IMPAZIENTE"

www.pazlab.net/impaziente

 

22 marzo 2010

IL CORDOGLIO DELLA STAMPA

 

1 - Servizio della Redazione di TR News.it - L'informazione senza confini

www.trnews.it

IL GIORNALISTA MICHELE FRASCARO  È MORTO

 

Vedi il video su Youtube

Messapi.info ringrazia la Direzione di TR News.it

 

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2 - Articolo del CorriereSalentino.it - Quotidiano on-line di informazione

www.corrieresalentino.it

IL SINDACO PERRONE RICORDA MICHELE FRASCARO "BRAVO PROFESSIONISTA E PERSONA GARBATA, LA LOTTA PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI PROSEGUIRÀ IN SUO ONORE"

Il sindaco Paolo Perrone ha appreso con profonda commozione e dolore la scomparsa improvvisa del giornalista Michele Frascaro.

“Mi aveva sorpreso la passione e la tenacia - ricorda il primo cittadino - con la quale Michele lottava per la sicurezza dei lavoratori. Fin dal 2008 l’amministrazione comunale aveva dato supporto e collaborazione alle sue iniziative su questo tema. Ieri sera la notizia della sua morte ci ha sbigottiti. Un bravo professionista riconosciuto da tutti, ma a me era sembrato sin dall’inizio anche una persona gentile e garbata, come pochi. Uno di cui sai per certo che non potrai mai condividere l’ideologia e gli ideali politici, ma che ti piace e che apprezzi. Uno che non sta dalla tua parte politica, e che sai che, così coerente e deciso, non lo sarà mai. Vedendolo in azione, tempo fa, mi era quasi venuto da dire: “Peccato, a noi uno così farebbe davvero comodo”. Non potremo mai scordarci di lui. Il nostro impegno per la sicurezza dei cittadini sul posto di lavoro proseguirà in suo onore. Glielo dobbiamo. Ciao Michele”.

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Messapi.info ringrazia la Direzione del Corrieresalentino.it

 

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3 - Articolo de il Paese nuovo.it - Quotidiano di Lecce

www.ilpaesenuovo.it

CIAO MICHELE... IL COMBATTENTE DAL FARE GENTILE

Lecce (Salento) – Si è spento così nella sua Supersano ad una riunione degli operai dell'Adelchi in lotta per il posto di lavoro, ieri alle ore 19,00 Michele Frascaro a soli 37 anni stroncato da un infarto sotto gli occhi della moglie Angela che tra poche settimane darà alla luce la loro bambina Gloria.

(La Redazione) – Lascia un vuoto immenso nelle vite di tutti l'amico e collega Michele Frascaro, il combattente dal fare gentile che aveva fatto degli ideali di libertà e giustizia uno stile di vita. Un ragazzo alto, forte, coraggioso, dallo sguardo gentile che aveva il coraggio delle sue idee e non aveva paura di esprimerle. Faceva giornalismo puro Michele, quello vero d'inchiesta pronto sempre a raccontare verità scomode. Con altri colleghi aveva fondato la cooperativa Paz e aveva dato vita al la rivista l'Impaziente che portava avanti con grande spirito di sacrificio. Nessun potente e nessun riccone alle spalle di Michele, solo la sua indipendenza e la sua voglia di verità e giustizia. Militante di Rifondazione Comunista, era da sempre impegnato nel sociale con le sue battaglie per la sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro. Da mesi aveva preso a cuore la situazione degli operai Adelchi e proprio mentre era in lotta con loro, ha perso la vita come un eroe degno delle sue gesta. Noi però, vogliamo innanzitutto ricordarlo come l'amico sorridente e orgoglioso, come l'uomo forte ma dolce. Non ci sono parole che possano descrivere il dolore. I funerali si svolgeranno domani alle ore 15, 00 a Supersano.Il pensiero della Redazione Ilpaesenuovo.it va alla famiglia, agli amici di Michele e alla giovane moglie Angela. Ciao Michele, porteremo nel cuore il ricordo della tenacia e della tua dignità.

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Messapi.info ringrazia la Direzione de il Paese nuovo.it

 

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4 - Articolo de Il tacco d'Italia.info - Quotidiano online del Salento

www.iltaccodItalia.info

LUTTO NEL GIORNALISMO SALENTINO:  È MORTO MICHELE FRASCARO

Morto sul lavoro. Il fondatore de L'Impaziente è stato stroncato da un infarto, ieri sera, a soli 37 anni, durante un'assemblea con gli operai dell'Adelchi a Supersano, suo paese d'origine

Michele Frascaro, direttore della rivista L'Impaziente, è morto ieri sera stroncato da un infarto a soli 37 anni. Il collega si è spento sul lavoro, davanti agli occhi increduli degli operai dell'Adelchi con i quali era in riunione nell'oratorio di Supersano, suo paese d'origine. Con lui c'era anche la moglie Angela incinta all'ottavo mese di Gloria.
Vani sono stati i soccorsi per rianimarlo ed anche la corsa al Pronto soccorso. Se n'è andato combattendo, come era solito fare, per una causa che aveva fatto sua, quella dei lavoratori dell'azienda tricasina.
Giornalista da sempre attento alla cronaca sindacale e all'ambiente, autore di numerose inchieste sulla crisi del Tac salentino, era militante di Rifondazione comunista e doveva essere candidato alle Regionali 2010 nella lista Sinistra e Libertà, ma all'ultimo momento aveva rinunciato.

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Messapi.info ringrazia la Direzione de Il tacco d'Italia.info

 

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5 - Articolo di LeccePrima.it - Quotidiano online di Lecce e del Salento

www.lecceprima.it

STRONCATO DA INFARTO MUORE IL DIRETTORE DE L'IMPAZIENTE

E’ stato colto improvvisamente da un malore a soli 37 anni mentre parlava davanti agli operai dell’Adelchi e alla moglie, in un incontro che ieri sera si stava tenendo nell'oratorio di Supersano

SUPERSANO – E’ stato colto improvvisamente da un malore mentre parlava davanti agli operai dell’Adelchi in un incontro che ieri sera si stava tenendo nell'oratorio di Supersano. Michele Frascaro, direttore della rivista L'Impaziente, è stato stroncato da un infarto

Michele Frascaro, direttore della rivista L'Impaziente, è morto ieri sera stroncato da un infarto a soli 37 anni. Sì è accasciato davanti alla moglie incinta di 8 mesi agli operai dell'Adelchi.

Frascaro si occupava di cronaca sindacale, ed era militante di Rifondazione comunista. Seguiva da anni la crisi del Tac ed in particolare il caso Adelchi, sul quale, proprio dalle pagine de L’impaziente, attraverso inchieste corpose e puntali, aveva messo in evidenza il dramma del lavoro al Sud. I funerali si terranno domani alle 15 a Supersano.

La redazione di LeccePrima si stringe al dolore della famiglia e dei colleghi de L'impaziente.

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Messapi.info ringrazia la Direzione di LeccePrima.it

 

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6 - Articolo del Tg8action.it - L'informazione salentina in tempo reale

www.tg8action.it

LUTTO PER LA MORTE IMPROVVISA DI MICHELE FRASCARO, GIORNALISTA “imPAZiente”

Si è spento improvvisamente mentre con il cuore come sempre stava portando avanti una delle sue battaglie per il lavoro. Il lavoro, con la L maiuscola, quello dei diritti, della sicurezza e della dignità. Michele Frascaro partecipava ad un incontro con una delegazione di operai Adelchi ieri sera a Supersano, suo paese d’origine, quando un infarto lo ha stroncato ad appena 37 anni. Proprio la battaglia dei lavoratori del calzaturificio salentino lo assorbiva da tempo, seguiva la vicenda in modo personale oltre che professionale e gli stessi operai se ne erano accorti. Domani a Roma michele sarebbe stato con loro per il tavolo tecnico convocato al ministero, ennesimo capitolo di una vicenda che aspetta ancora uno spiraglio positivo. Ma Michele Frascaro non ci sarà a causa di un destino beffardo che lo ha sottratto alle sue battaglie e alla vita proprio davanti agli occhi della moglie Angela che fra un mese partorirà la figlia Gloria, tanto attesa. Il nome di Michele Frascaro è indissolubilmente legato alla cooperativa Paz e alla rivista d’inchiesta ad essa collegata l’impaziente. L’ultimo numero del giornale, ideato e curato con estrema attenzione proprio da Frascaro era dedicato al caso Adelchi. Per lui sempre impegnato sul campo, si era pensato anche ad una candidatura alle prossime regionali ma l’ipotesi era sfumata all’ultimo momento. In questi anni Michele Frascaro era stato l’anima anche di altre iniziative tutte contrassegnate da un impegno sociale sincero e passionale, come nel caso della campagna lavorare in sicurezza contro gli infortuni sul lavoro nei cantieri: lavorare in sicurezza. Sincero e passionale, un esempio da imitare così lo ricordano i tanti amici e i colleghi giornalisti, tra cui ci siamo anche noi, che ci uniamo al dolore della famiglia e della moglie. Ciao Michele, un saluto con una frase che amavi e che rimane un insegnamento per tutti: “Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta! (Ernesto Guevara)”

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Messapi.info ringrazia la Direzione del Tg8action.it

 

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7 - Articolo di TuttoCasarano.it - Lo spazio web a disposizione dei cittadini

www.tuttocasarano.it

 MUORE FRA I "SUOI" LAVORATORI A CUI HA DEDICATO LA VITA. ADDIO MICHELE FRASCARO

E’ morto come ha sempre vissuto, lottando per difendere i diritti dei lavoratori calzaturieri. Così se ne è andato Michele Frascaro, direttore de L’Impaziente, magazine d’inchiesta e comunicazione.

A soli 37 anni, ieri sera, nella sua Supersano, probabilmente un infarto ha stroncato la sua giovane vita nel corso di un’assemblea pubblica a favore degli operai del gruppo Adelchi, alla presenza della moglie, incinta all'8° mese.  Michele Frascaro conosceva bene le problematiche del settore calzaturiero, essendo egli stesso un ex operaio del gruppo Filanto.

Tante le battaglie che ha portato avanti nella sua breve ma intensa vita per difendere i diritti dei lavoratori calzaturieri. Dal 2001 dirigeva l’impaziente, giornalista – politico – eroe, non ha lesinato impegno, lotta e passione per difendere gli indifendibili, i dimenticati, i senza volto.

Lascia la moglie Angela, i parenti tutti, e un grandissimo esempio in tutti coloro che l’hanno conosciuto.

Michele era un grande, aveva quel carisma, quella determinazione, quel coraggio e coerenza che solo nei grandi si incontrano, e Michele era un grande.

“Comunista” nel sangue, passionale, forte, sincero, a lui rivolgiamo un dolce saluto con tutta la nostra stima e gratitudine.

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Messapi.info ringrazia la Direzione di TuttoCasarano.it

 

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AMBIENTE

19 marzo 2010

L'APPELLO DELLA FACOLTÀ DI BENI CULTURALI DELL'ATENEO DI LECCE

 

Lecce, l’Università contro

«Lo sfregio della statale 275»

 

Fonte:

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

LECCE - Storia e archeologia, ma anche fauna e paesaggio - il cui valore è riconosciuto a livello europeo - non possono essere spazzati via da un troncone di superstrada a quattro corsie.

A prendere posizione contro l’ultimo tratto della statale 275 ora è anche il Consiglio di facoltà di Beni Culturali, che proprio ieri ha approvato all’unanimità un documento con il quale invita ad una «riflessione» tutti i cittadini e gli amministratori pubblici del Salento, «perché sia salvaguardato e tutelato questo nostro lembo di terra. E’ un dovere - sostiene il consiglio - che abbiamo verso i nostri figli e le nuove generazioni».

L’appello scaturisce dopo la notizia della definitiva approvazione da parte dell’Anas del progetto esecutivo della superstrada a scorrimento veloce, 18 chilometri di asfalto ed imponenti opere accessorie, tra Montesano e Leuca, in un paesaggio tra i più belli e caratteristici del Salento. «Indignazione ma anche stupore - commenta il consiglio di facoltà - perché questo paesaggio viene irrimediabilmente deturpato per la miopia politica di tanti amministratori pubblici». Per i rappresentanti di Beni culturali, la costruzione della superstrada costituirà un enorme dispendio finanziario (i costi sono lievitati, in un decennio, da 152 a 288 milioni) e comporterà un’alterazione irreversibile di una zona a forte attrattività turistica e di grande valenza storico-archeologica. «Svincoli, complanari, terrapieni, trincee, viadotti, sotto e sovrappassi - rammenta il consiglio - accompagneranno questa strada sino al Capo di Leuca. E risultano risibili anche le assicurazioni dei progettisti e dell’Anas in merito alle opere di mitigazione ambientale, quali il ripristino di muretti a secco, pagghiare e ripiantumazione degli alberi divelti, dimenticando - spiegano dall’Università - che il paesaggio e i suoi manufatti caratteristici costituiscono un “unicum” non ricostruibile artificialmente come una qualsiasi Disneyland».

I rappresentanti di Beni culturali rilevano poi che «nella molteplicità delle forme che il paesaggio conteporaneo può assumere, il progetto di strada veloce dovrebbe configurarsi oggi come potenziale strumento di riconnessione, riordino e valorizzazione di nuovi spazi e funzioni. Per individuare queste strategie - spiegano - occorre conoscere alcune esperienze progettuali maturate in Europa nell’ultimo decennio; queste ultime, superata l’idea che la strada veloce sia un semplice collettore per il traffico veicolare, ne esplorano le potenzialità come elemento per strutturare nuovi rapporti tra parti di città, territorio e paesaggio». Il consiglio di facoltà di Beni culturali ritiene pertanto che «non sia affatto tardi avviare una riflessione, almeno in riferimento al terzo tronco, sulla possibilità di ripensare le modalità di attraversamento di questo tratto di paesaggio salentino ancora integro e denso di storia e cultura della ruralità». In proposito i rappresentanti della facoltà sostengono che la costruzione della superstrada è in aperto contrasto con la «Convenzione europea sul paesaggio», che viene riconosciuto giuridicamente quale componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, del loro comune patrimonio culturale e fondamento della loro identità. Ma è pure in contrasto con il Piano territoriale di coordinamento della Provincia - che delinea la prospettiva del Salento come grande area-parco - e con il Piano paesaggistico regionale. Per il consiglio di facoltà occorrono soluzioni attentamente meditate per preservare non solo le numerose testimonianze preistoriche e archeologiche presenti (come ad esempio nelle località Punta Ristola, Fani o Magurano), ma anche le risorse naturalistiche di importanza comunitaria già censite e sottoposte a tutela ambientale (parco di Otranto-Tricase-Leuca e zone Sic). «Insomma - conclude il consiglio di Beni culturali - abbiamo ancora la fortuna d avere uno dei pochi paesaggi di rara e suggestiva bellezza, perché deturparlo con la sovrapposizione di un’inutile e costosa colata di cemento?».

Sempre in merito alla questione, Franco Chiarello (candidato di Sinistra ecologiua e libertà alla Regione) ricorda che l’altra sera, in un incontro tenutosi a Tricase, l’assessore regionale all’Urbanistica Angela Barbanente, ha spiegato come il progetto della “strada-parco” vada difeso non per amore delle 4 corsie, ma perché costituisce l’unica possibilità per rivedere la pianificazione, nel pieno rispetto del paesaggio e delle necessità dei salentini del Sud Salento. «Ciò detto - conclude Chiarello - non bastano la via giuridica e l’impegno della classe politica cui appartengo: occorre una mobilitazione popolare. Ed è per questo che mi impegno ad appoggiare il lavoro di sensibilizzazione e mobilitazione che i comitati stanno con alacrità portando avanti».

Lecce, 19 marzo 2010

Articolo pubblicato da:

La Gazzetta del Mezzogiorno.it

 

Messapi.info ringrazia la Direzione de "La Gazzetta del Mezzogiorno"

 

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AMBIENTE

 

14 marzo 2010

LA STRADA STATALE FA DISCUTERE

 

"275, progetto inadatto al Salento"

di Pierpaolo Spada

 

Fonte:

"il Paese nuovo"

"275, PROGETTO INADATTO AL SALENTO"

L’assessore regionale all’Assetto territoriale: "Faremo ricorso, ultimo tratto insostenibile. L’appalto sia suddiviso in lotti e rivisitato".

Barbanente: "Scartate tutte le nostre prescrizioni. Si vede che chi l’ha redatto non conosce il territorio".

"E’ impossibile far finta di nulla e permettere che il paesaggio del Salento, unico per la sua bellezza, sia deturpato da un’opera che al contrario può essere rivista e ricondotta nei limiti, esattamente come la Regione aveva previsto ponendo in essere tutta una serie di prescrizioni che il Cipe ha, invece, totalmente scartato, approvando un progetto non conforme al Salento". Per Angela Barbanente, assessore regionale all’Assetto del Territorio, è davvero difficile comprendere come si sia approdati all’attuale progetto - definitivo - per il raddoppio e l’ammodernamento della Strada Statale 275 Maglie Santa Maria di Leuca. A suo avviso, è impossibile non riconoscere il valore non compatibile che l’opera evidenza rispetto al paesaggio dove presto comincerà a sorgere. "Si vede come coloro i quali abbiano realizzato il progetto, nella sua ultima versione, - sostine Barbanente - non conoscano minimamente il territorio salentino, altrimenti non avrebbero mai pensato anche solo di prefigurare un’opera di siffatto impatto ambientale". Chi parla, d’altro canto, è un’urbanista con una riconosciuta sensibilità nei confronti dei territori e dei valori paesaggistici che li arricchiscono, dal Gargano al Salento, appunto. L’assessore Barbanente non riesce proprio a concepire anche solo l’idea che quattro corsie, munite di piloni, viadotti e quant’altro possano penetrare il Capo di Leuca senza considerare le conseguente evoluzioni che quella straordinaria porzione di territorio potrà subire. I più cinici, che qui nel Salento sono tanti, provano fastidio nei confronti di questa moralità, di questa profonda etica che sposa il paesaggio e con esso ogni eventuale e possibile insediamento che lo rispetti, esattamente come un ospite. Al centro il paesaggio, poi tutto il resto: ma se proprio non se ne può fare a meno. E’ questa la filosofia che anima il pensiero di Angela Barbanente così come tutta l’azione della Regione proiettata all’urbanizzazione, all’industrializzazione, dunque, all’infrastrutturazione dei territori. Al centro c’è solo l’ambiente. Solo comprendendo questo principio si potrà giudicare meno gravemente la scelta della Regione, condivisa da tantissimi soggetti istituzionali e non, di intervenire decisamente sulla questione, anche a costo di condizionare la tempistica per la realizzazione dell’opera stessa. Stiamo ovviamente parlando dell’impugnazione - annunciata da Loredana Capone- alla quale la Regione intende dare seguito affidando l’incarico a una persona che del Salento conosce anche ciò che non si vede più: l’avvocato Giovanni Pellegrino, tra i tanti ruoli rivestiti, anche presidente della Provincia di Lecce. "Un rinvio è un rinvio, certo, - replica la Barbanente - ma qua ci troviamo davanti a un’opera realmente inadatta a questo territorio. Avrei capito se fosse stata prevista in Capitanata, territorio morfologicamente più indicato. Ma nel Salento". Tutto sta, quindi, nel far riconsiderare all’Anas gli errori compiuti nell’approvare il progetto definitivo. La questione rimane legata agli ultimi 6 chilometri della Ss275 da Montesano in giù, praticamente. "Nella nostra delibera del 2007 - afferma ancora l’assessore - c’era la previsione della strada parco, c’era la previsione di un belvedere, c’era la previsione di adeguare anche l’arredamento urbano secondo la configurazione che quella parte di territorio riesce benissimo a dettare, così come c’era la previsione delle due corsie invece che quattro. Tutto concertato con i sindaci, si badi bene. Poi, tutte queste prescrizione sono state cancellate. E non per motivi politici, ma per motivi, ripeto, legati alla conoscenza di questo territorio che è tra i più straordinari d’Italia. Si vede troppo chiaramente che l'opera è progettata per un territorio che non ha le caratteristiche del Salento ". Concezione radicale, ma forse nemmneo troppo, perchè in linea con le basilari norme di compatibilità ed eco-sostenibilità ambientale dovute nei confronti di qualsiasi paesaggio che la Barbanente accosta, però, anche a quella propriamente prediletta dagli imprenditori e dai costruttori che, pensando alla Ss275, si rammaricano soprattutto di non poter partecipare alla sua realizzazione. L’Anas sta, infatti, per avviare alla gara un appalto di oltre 288 milioni di euro, assolutamente inaccessibile a qualsiasi impresa salentina o pugliese che sia. L’assessore è d’accordo: "L’appalto andava suddiviso in più lotti. Sarebbe stata la via migliore dal primo momento. Ma qui si va avanti con la logica delle grandi opere, dei grandi appalti realizzabili secondo standard che il più delle volte, poi, non conciliano con la natura dei luoghi dove devono essere realizzate. In Italia il problema è noto, mentre in Francia, in Inghilterra ormai anche in Germania si è scelta la linea del rigore, ma nei confronti del paesaggio. Sono questi i modelli che dobbiamo seguire. Il Salento è un territorio costituito da un tessuto tenue, lo ribadisco ancora una volta, non può reggere un’opera così".

Pierpaolo Spada

Articolo de:

Il Paese nuovo

Messapi.info ringrazia l'Autore e la Direzione del Giornale "il Paese nuovo"

 

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AMBIENTE

 

10 marzo 2010

UN PARCO PER I CITTADINI

 

"Da tre anni la stessa richiesta: l'ex Galateo subito ai cittadini"

 

Fonte:

"il Paese nuovo"

 

 

Articolo de:

Il Paese nuovo

Messapi.info ringrazia la Direzione del Giornale "il Paese nuovo"

 

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CULTURA

 

LE RICCHEZZE DEL GARGANO

Un ritrovamento eccezionale del Team Archeo-Speleologico "Argod" 

 

Peschici, anche al Castello la Triplice Cinta Sacra?"

di Andrea Grana

 

Fonte:

www.puntodistella.it

 

PESCHICI, ANCHE AL CASTELLO LA TRIPLICE CINTA SACRA?

Nell’estate del 2007 scoprii quasi per caso un’immagine geometrica pitturata sullo stipite sinistro del portale del Castello di Peschici, uno dei siti più affascinanti del Gargano. All’inizio sembrava solo un’ombra, un tratto scuro indefinito che in qualche modo aveva attirato la mia attenzione, ma a un’analisi ravvicinata notai subito delle pitture nere, fortemente sbiadite e consumate dal tempo e dalle intemperie, che formavano figure geometriche a me familiari. Si riuscivano a distinguere angoli di 90°, che poi sembravano comporre dei quadrati. All’istante lo feci notare anche a Giovanni Barrella, presidente del Team Archeo-Speleologico “Argod”, che era lì con me, ed ebbe le mie stesse impressioni.

Scattammo delle foto per poi analizzarle meglio al computer in un momento successivo. Da un primo risalto dei colori effettivamente si distinguevano abbastanza bene due quadrati concentrici e in effetti pubblicammo un trafiletto nella sezione “ricerche” del nostro sito di allora. Dopo un lungo periodo di tempo, ho voluto di nuovo approfondire la questione per effettuare analisi più accurate. Non potendo usufruire di mezzi tecnologici, né potendo avvalermi di persone competenti in materia per analizzare dei campioni della pittura, ho condotto le mie ricerche percorrendo due strade: la ricerca storica e l’analisi scientifica dell’immagine attraverso software professionali. Mi sono avvalso della collaborazione e dell’aiuto di un amico disegnatore 3D, Alberto Rignanese, di Mattinata, specializzato nell’uso di software d’avanguardia nella grafica e sull’analisi dell’immagine.

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Articolo:

Punto di stella - www.puntodistella.it

Messapi.info ringrazia la Direzione del Giornale on-line "Punto di stella" ed il Team Archeo-Speleologico "Argod"

 

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CULTURA

6 marzo 2010

I TESORI DEL SALENTO

Scoperta archeologica ad Ugento (Le)

 

 "Importante scoperta archeologica ad Ugento, tombe, strutture megalitiche funerarie, risalenti al II millennio avanti Cristo, sono venute alla luce durante una campagna di scavo."

Fonte:

TGNORBA Salento

(edizione del Tg delle ore 08.00)

 di: Chiara Chiriatti

Il grande tumulo, denominato con il termine locale a Specchia, sorge su un ciglio degli ultimi rilievi che guardano la costa jonica. Tombe e strutture megalitiche funerarie composte da lastre di roccia calcarea risalenti al II millennio avanti Cristo, venute alla luce ad Ugento in località Tanisi nel corso della prima campagna di scavi del 2008. il complesso archeologico, individuato sin ora, tra i più importanti di età preistorica scoperti negli ultimi anni nel Salento, comprende anche due grotte contenenti resti scheletrici e vario materiale ceramico e bronzeo. I primi risultati delle indagini e li obiettivi futuri sono stati illustrati in provincia a Lecce.

Archeologa intervistata: "A Specchia erano presenti quattro tumuli, che sono delle costruzioni megalitiche fatte di grandi lastre di calcare locale, in cui avevano deposto più di una persona."

Il progetto “ricerca territoriale” mira a conoscere adesso il numero esatto di tombe presenti per ricostruire la ritualità funeraria di quella particolare era storica. Gli esiti scientifici degli scavi, ha spiegato Antonio Castorani presidente della fondazione Cassa del risparmio per la Puglia, che ha cofinanziato l’attività di scavo per 50 mila euro nella prima fase dei lavori e con altre 50 mila euro gli interventi futuri, devono rappresentare il punto di partenza per la creazione  gestione di una vera e propria area archeologica che possa muovere l’economia in termini occupazionali e turistici. “Solo così si può continuare a giustificare il nostro intervento finanziario”, ha chiarito Castorani. Un appello alla collaborazione con le istituzioni che l’assessore alla cultura del Comune di Ugento, Massimo Lecci e la vice Presidente della Provincia Simona Manca hanno raccolto con entusiasmo.     

 

Messapi.info ringrazia la Direzione e la Redazione del TGNorba Salento

 

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CULTURA

3 marzo 2010

IN DIFESA DEI MONUMENTI MEGALITICI DEL SALENTO

 

Articolo di:

"il Paese nuovo"

 

 

Il Paese nuovo

 

Messapi.info ringrazia la Direzione del Giornale "il Paese nuovo" e l'Avv. Giovanni D'Agata

 

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AMBIENTE

27 febbraio 2010

INCHIESTA SULL'INQUINAMENTO IN PUGLIA

 

"Enel: la centrale assassina di Cerano"

di Gianni Lannes

Fonte:

www.italiaterranostra.it

 

A Cerano in provincia di Brindisi, in riva al Mare Adriatico sorge la centrale termoelettrica più grande d'Europa. L'impianto si estende su di una superficie di 270 ettari e vanta una potenza di 2.640 megawatt (suddivisi in quattro sezioni policombustibili). Le emissioni di anidride carbonica (CO2) della "Federico II" ammontano ad oltre un terzo del totale delle emissioni nazionali: 15,8 milioni di tonnellate annue a fronte di un totale nazionale di 44,5 milioni. A poca distanza in linea d'aria l'altra centrale di Brindisi, la EdiPower emette quasi due milioni di tonnellate di CO2. Le emissioni di Cerano superano persino quelle degli interi Stati Uniti d'America per una cifra equivalente ai cinque millesimi dei milioni di tonnellate riversate ogni anno nell'atmosfera dagli U.S.A. Gli effetti di questa mole inquinante sono state rilevate con riscontri scientifici inoppugnabili. Infatti le analisi svolte dalla Direzione qualità  della vita del ministero dell'Ambiente e validate dall'Arpa hanno riscontrato la presenza di pesticidi e metalli pesanti oltre i limiti consentiti nelle coltivazioni di ortaggi destinati alla vendita, nel sottosuolo e nella falda profonda del territorio compreso tra Brindisi e Cerano. Ossidi di azoto e di zolfo, oltre a nanoparticellle e microinquinanti varie danzano allegramente nei polmoni degli ignari (o quasi) salentini. che si ammalano e muoiono in silenzio. In questo scenario la città di Lecce, appare colpita direttamente dalle incidenze neoplastiche diffuse dal Registro tumori jonico salentino. La classifica delle tre province salentine configura proprio Lecce al primo posto con un'incidenza pari all'11,8 per cento dei casi di tumore alle vie respiratorie, seguita dai due poli industriali del territorio, Brindisi (9,3 per cento) e Taranto (8,3 per cento). L'impianto di Cerano è collegato tramite quattro elettrodotti a 380kV alla stazione elettrica di Tuturano, da cui si snodano le linee nazionali. Il complesso comprende quattro gruppi turbina l'alternatore, quattro torri per i generatori di vapore, due sale di controllo, gli spazi dei trasformatori, un parco combustibili liquidi e un piazzale per lo stoccaggio del carbone, gli impianti per il recupero ceneri e per i condensatori, la ciminiera dove sono convogliati i fumi ed il canale di scarico in mare aperto. Già  nel 1995 l'Organizzazione mondiale della Sanità  aveva valutato l'area di Brindisi a grave rischio ambientale. Nonostante gli ingenti finanziamenti europei le bonifiche non sono mai state avviate, mentre le multinazionali del crimine col beneplacito dello Stato italiano (e decreti ad hoc) continuano ad inquinare impunemente. A quando una rivolta almeno morale?

 

Articolo di:

TERRANOSTRA.it

 

Messapi.info ringrazia la Direzione del Giornale on-line "Terranostra"

 

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ARTE

16 febbraio 2010

IN VETRINA I BENI CULTURALI

 

"Cattedrale Otranto, mostra a Lecce"

Fonte:

il Paese nuovo.it

 

La nuova stagione dei beni culturali in Puglia dal 22 febbraio al 5 marzo

CATTEDRALE OTRANTO, MOSTRA A LECCE

Il consolidamento e il restauro della cattedrale di Otranto; la nascita del sistema museale del Sud Salento; il restauro e la conservazione dei documenti di carta e in pergamena della basilica di san Nicola a Bari; il completamento dei lavori di valorizzazione del parco archeologico delle Mura messapiche di Manduria; l'avvio del progetto Aracne di biblioteche pubbliche locali in provincia di Foggia. E ancora: il recupero dell'ex-sinagoga di Trani e la creazione della rete dei teatri storici di Puglia. Sono alcuni tra gli oltre 500 interventi, finanziati con il ricorso integrato a fondi regionali, nazionali ed europei che hanno caratterizzato negli ultimi anni una nuova stagione dei beni culturali in Puglia. I risultati di questo impegno saranno al centro del convegno organizzato dall'assessorato regionale al Sud e al Diritto allo studio e dell'Arti in programma giovedì 18 febbraio nell'auditorium della Biblioteca nazionale "Sagarriga Visconti" di Bari. Complessivamente gli interventi di recupero e valorizzazione hanno riguardato sette sistemi omogenei: archivi, aree archeologiche, biblioteche, cattedrali, complessi monumentali, musei e teatri. Tutte queste eccellenze saranno illustrate in sei mostre in programma in contemporanea nelle province pugliesi. In particolare le mostre, lfingresso è libero, apriranno il 18 e visitabili sino al 4 marzo a Barletta (teatro Curci), Brindisi (Palazzo Nervegna), Foggia (Biblioteca provinciale), e Taranto (Biblioteca comunale). A Lecce, invece, la mostra che sarà ospitata presso l'ex-Convitto Palmieri apre il 22 e chiude il 5 marzo.

Articolo di:

il Paese nuovo

 

Messapi.info ringrazia la Redazione del giornale on-line "il Paese nuovo"

 

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AMBIENTE

10 febbraio 2010

C'ERA UNA VOLTA... IL MEDITERRANEO !!!

 

"Veleni e avvelenamenti"

 

Fonte:

Punto di stella.it

 

VELENI E AVVELENAMENTI

Un comunicato del Gruppo “NO MARE NERO” informa che “ormai siamo arrivati al punto da non considerare un’eresia proporre di modificare i libri di geografia scrivendo che l’Italia era circondata dal mare, ma l’attività del l’uomo ha fatto sì che tale mare diventasse una discarica a cielo aperto. Il Mar Mediterraneo è infatti un mare chiuso che ha un bassissimo grado di ricambio d’acqua con l’oceano nel piccolo stretto di Gibilterra. Già i dati diffusi dall'Unep, (United Nations Environment Programme, il programma-ambiente per lo sviluppo; ndr) prima della scoperta delle navi piene di scorie radioattive fatte affondare nei pressi delle coste calabre, davano un’immagine del Mar Mediterraneo molto vicina a una discarica”.

(...)

Ma non finisce qui. Il coordinatore dell’Osservatorio “Torre di Belloluogo”, Beniamino Piemontese, ci fa sapere che il sindaco di Vernole ha denunciato pubblicamente “L'AVVELENAMENTO DEL MARE” per colpa dello sversamento delle acque reflue della zona industriale leccese. Di seguito il contenuto della denuncia.

(continua)

Articolo:

Punto di stella - www.puntodistella.it

 

Messapi.info ringrazia la Redazione del Giornale on-line "Punto di stella"

 

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TUTELA DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

1 febbraio 2010

Attenzione ai parchi eolici!

 

Lettera del Direttore Regionale per la Puglia del Ministero per i Beni e le attività Culturali al Presidente della Provincia di Lecce e al Presidente della Regione Puglia 

 

TGR Puglia - RAI TRE

 Telegiornale del 1 Febbraio 2010 (edizione delle ore 14.00)

Servizio del Giornalista Marcello Favale

 

Titoli:

Lecce

l'inviato Marcello Favale

Una centrale nucleare non la vuole nessuno in Puglia, ma anche gli altri impianti che producono energia da fonti alternative non sono visti molto bene dalle associazioni ambientaliste. Proprio in questi giorni, pressato anche dalle segnalazioni delle associazioni e dei comitati spontanei, il Direttore regionale dei Beni Culturali ed Ambientali Ruggero Martines ha inviato una lettera al Presidente della Regione Puglia ed al Presidente della Provincia di Lecce per richiamare la loro attenzione sul proliferare delle concessioni per la realizzazione dei parchi eolici che, soprattutto in Provincia di Lecce piatta e circondata dal mare, stanno per spuntare con le loro pale come grandi fiori di cemento. Le pale eoliche ed i campi di pannelli fotovoltaici al silicio, secondo il Direttore regionale dei Beni Ambientali, stanno cambiando il panorama perché ormai sono tante le richieste di svellimento di vigneti ed uliveti che pervengono alle autorità del settore. Le preoccupazioni riguardano un territorio ad alta valenza paesaggistica, un connotato che finora è stato tra le caratteristiche più apprezzata del Salento. Da qui la necessità che permessi e concessioni per la realizzazione di parchi eolici e fotovoltaici vengano rilasciati tenendo conto di questi cambiamenti che stanno rivoluzionando il paesaggio pugliese. Occorre decidere, e lo devono fare anche le popolazioni, se è necessario insistere sulla produzione di energia alternativa oppure puntare sulla conservazione e la valorizzazione del paesaggio naturale, non sull’onda delle emozioni o delle pressioni ma avendo ben presenti le conseguenze che le due scelte comportano.

(trascrizione dell'audio del servizio)

 

Messapi.info ringrazia il Giornalista e la Direzione del TGR Puglia

 

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ARTE

22 gennaio 2010

La rinascita dell'Albero della Vita a Otranto

 

1

"Nuovo restauro del Mosaico: le valutazioni laser in 3D"

 

Fonte:

LeccePrima.it

 

[22/01/2010]

NUOVO RESTAURO DEL MOSAICO: LE VALUTAZIONI LASER IN 3D

Presentate in conferenza stampa le rilevazioni propedeutiche al nuovo restauro il tesoro di Pantaleone: per analisi utilizzata la tecnica 3D laser scanner. Interventi soprattutto nelle zone laterali

OTRANTO - Sono state presentate, ieri, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso lfaula magna del seminario arcivescovile di Otranto, le rilevazioni realizzate dallfIstituto superiore per la conservazione dei beni di Roma, propedeutiche ad un intervento di nuovo restauro del mosaico della Cattedrale.

(...)

Va ricordato, alla luce di questo importante nuovo restauro, l’impegno di attenzione profusa dal locale Comitato Pro Albero della Vita, successivamente all’inchiesta sullo stato di conservazione dell’opera di Pantaleone lanciata da LeccePrima.it, sul tema, e l’interesse di sensibilizzazione dell’Osservatorio Torre di Belloluogo, anch’esso attore propositivo in questa lunga vicenda.

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2

19 gennaio 2010

"Otranto. Mosaico verso il restauro: pronte rilevazioni"

 

Fonte:

LeccePrima.it

 

[19/01/2010]
OTRANTO, MOSAICO VERSO IL RESTAURO: PRONTE RILEVAZIONI
Verranno presentate giovedì prossimo in una conferenza stampa le rilevazioni sul mosaico di Otranto dell’Istituto superiore per la conservazione dei beni di Roma, propedeutiche ad un nuovo restauro
 

OTRANTO - La Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia annuncia l’iniziativa "Il restauro del pavimento musivo della Cattedrale di Otranto" per la presentazione delle rilevazioni, preliminari all’intervento di restauro, effettuate dall’Istituto Superiore per la conservazione ed il restauro di Roma. L’incontro è stato convocato per giovedì 21 gennaio, alle 11, presso l’aula magna del seminario arcivescovile locale.

(...)

Occorre ricordare, ad onor di cronaca, che nel novembre 2007, LeccePrima aveva ampiamente trattato l’argomento e che, sulla base di un’inchiesta particolarmente discussa ed apprezzata (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=4462), lo stesso direttore per i Beni culturali pugliesi, Ruggero Martines aveva assicurato iniziative atte al recupero del prezioso bene (http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=5375).

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Messapi.info ringrazia la Direzione e la Redazione

del Quotidiano on-line LeccePrima.it

 

 

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