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IL SITO WEB DEDICATO ALLA CIVILTA'  DEI MESSAPI
ed alle iniziative in difesa dei siti archeologici messapici
 
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Messapi.info è il sito web dedicato alla civiltà dei Messapi, l'antico popolo che abitò la Penisola Salentina, ovvero il Salento, comprendente le attuali province di Lecce, di Brindisi e parte della provincia di Taranto, all'incirca dal XII al III Secolo a. C., prima della sottomissione delle popolazioni italiche del Sud e la conquista di quel territorio da parte di Roma.

Messapi.info è dedicato in particolare alla riscoperta della civiltà messapica ed anche (e soprattutto) alla difesa ed alla valorizzazione delle antiche testimonianze archeologiche degli insediamenti e dei resti archeologici delle antiche città messapiche.

Messapi.info segue con particolare interesse la pubblicazione e la divulgazione degli strumenti culturali, artistici, letterari, giornalistici e multimediali che possano essere al servizio del maggior numero possibile di utenti del Web appassionati della storia dei Messapi, al fine di rendere sempre più accessibile, ad un pubblico sempre più vasto, la conoscenza di questo antico popolo e della sua civiltà.

BENIAMINO PIEMONTESE, promotore dell'appello in difesa dell'area archeologica dell'antica città messapica di Rudiae (presso Lecce).

 

Zeus di Ugento - VI Secolo a.C.

Zeus - VI Secolo a.C. (da Ugento)

(Museo Archeologico Nazionale di Taranto)

 

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Notizie sui Messapi

Alla riscoperta dei Messapi

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Riconoscimento

Associazione culturale

"I LEONI DI MESSAPIA"

Nomina di Socio Onorario

Associazione culturale "I LEONI DI MESSAPIA"

Il fondatore del sito Messapi.info ringrazia per il prestigioso riconoscimento

l'Associazione culturale "I Leoni di Messapia"

http://www.ileonidimessapia.it

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Segnalazione bibliografica

Fernando Sammarco: "I Leoni di Messapia"     Fernando Sammarco: "I Leoni di Messapia II - Il cerchio di fuoco"

Fernando Sammarco e l'epopea de "I Leoni di Messapia"

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Agenda degli appuntamenti

 

 

 

24 agosto 2008

EVENTO

 

 

Domenica 24 agosto 2008 - in Piazza Dante -

 presso il Museo di Vaste (Poggiardo) - (ore 20.30)    

 

si terrà la SERATA d’ONORE de l’ORDINE SODALE I LEONI DI MESSAPIA

 

durante la quale si consegneranno Attestati di Merito a nuovi illustri soci onorari convenuti, Attestati di Philia a singole persone o presidenti di altre associazioni che si sono distinti per la grande amicizia colyivata nei confronti del nostro sodalizio e attestati di partecipazione alle Lectiones Magistrales di  ITINERARIA MESSAPICA.

Con tale iniziativa culturale l’Associazione si pregia di esprime il proprio apprezzamento per la meritoria opera svolta negli anni da parte di eminenti studiosi, ricercatori ed archeologi che hanno saputo valorizzare con il loro impegno e la loro competenza i monumenti storico-artistici del territorio messapico.

Parteciperanno alla manifestazione culturale, oltre alle autorità della municipalità di Poggiardo, altre importati personalità locali, nazionali ed estere all'insegna della sentita necessità di divulgazione

della Sallentinità o Messapicità sia nel nostro stesso territorio sia nel mondo.

 

 

ARTHAS

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LA LINGUA DEI MESSAPI

 

Iscrizione Messapica

 

ISCRIZIONE MESSAPICA

 

 

 

 

Articolo

 

Angelo Sconosciuto, Messapi, come parlate?

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Edizione di Brindisi

 Cultura e Spettacoli - 24 maggio 2007

 

 

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La lingua degli Italici

 

 

Segnalazione

 

Oronzo PARLANGÈLI

Testimonianze linguistiche della Daunia preromana

 

http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/capitanata/1967/1967pdf_parte1/1A/1967_p1_39-50_Parlangeli.pdf

 

 

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I MESSAPI E LA MESSAPIA

 

Articoli e servizi giornalistici

 

TG2 - RAI

 Sì Viaggiare

Puntata del 06/06/2008

NELLA PUNTATA UN ITINERARIO IN PUGLIA, NELL'AREA ARCHEOLOGICA DI ROCA VECCHIA

In Puglia, nel Salento, a Roca Vecchia. qui la grotta della poesia dove secondo la leggenda si bagnava una bellissima principessa e i poeti del sud accorrevano numerosi per dedicarle versi, forse un santuario dove da 4 mila anni vengono chieste grazie. e poi nella terra d'Otranto nella bellissima Alimini.

 

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Iniziativa culturale

ORDINE SODALE “I LEONI DI MESSAPIA” 

Lectiones Magistrales

18 aprile - 9 maggio 2008

ITINERARIA MESSAPICA

Fondazione Moschettini

Copertino (Le)

COMUNICATO

 

Salento.com

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ITINERARIA MESSAPICA

 IMMAGINI

 Archivio fotografico Messapi.info

Foto di Beniamino Piemontese

Socio onorario dell'Ordine Sodale "I Leoni di Messapia"

 

incontro - 18 aprile 2008

 

ITINERARIA MESSAPICA - Copertino (Le) - 18 aprile 2008 - (Foto: B. Piemontese - Archivio Messapi.info)

 

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2° incontro - 23 aprile 2008

 

ITINERARIA MESSAPICA - Copertino (Le) - 23 aprile 2008 - (Foto: B. Piemontese - Archivio Messapi.info)

 

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3° incontro - 29 aprile 2008

ITINERARIA MESSAPICA - Copertino (Le) - 29 aprile 2008 - (Foto: B. Piemontese - Archivio Messapi.info)

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incontro - 2 maggio 2008

 

ITINERARIA MESSAPICA - Copertino (Le) - 2 maggio 2008 - (Foto: B. Piemontese - Archivio Messapi.info)

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5° incontro - 9 maggio 2008

 

ITINERARIA MESSAPICA - Copertino (Le) - 9 maggio 2008 - (Foto: B. Piemontese - Archivio Messapi.info)

 

(Foto: Beniamino Piemontese - Archivio Messapi.info)

 

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In libreria

 

Novità

 

(aprile 2008)

PUGLIA ARCHEOLOGICA - di Lorenzo Capone

Capone Editore - Cavallino (Le)

Presentazione

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UGENTO E IL SUO ZEUS NELLA MESSAPIA. UN VIAGGIO FUORI ROTTA - di Mirko Urro

Mirko Urro, Ugento e il suo Zeus nella Messapia. Un viaggio fuori rotta. (Manduria, 2005)

 

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Informazione

 

C. N. R. - CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

 

Le ricchezze archeologiche realmente conosciute sono meno del 5% rispetto a quelle esistenti in Italia. E’ uno dei dati forniti dal Sistema informativo territoriale per la gestione integrata dei beni archeologici (Sit), progettato e coordinato dal laboratorio di Topografia antica del Consiglio nazionale delle ricerche-Università di Lecce. 

 

Comunicato

 

Sito web del C.N.R.

 

 

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INTERVENTO

La civiltà sepolta

Nel 120° anniversario della pubblicazione del secondo volume de “ La Provincia di Lecce. Bozzetti di viaggio” del Cav. Dott. Cosimo De Giorgi (Lizzanello, 1842 – Lecce, 1922)

di Beniamino Piemontese

Lo scontro tradizione-modernità si esercita nel dibattito filosofico e culturale, ma anche in campo politico ed in ambito economico e sociale.

Con ferrea metodicità, lo scontro trova sfogo incontrollato nell’opera assidua ed instancabile di cancellazione del patrimonio e delle tracce superstiti del passato che è portata avanti quotidianamente dall’azione consapevole dell’uomo contemporaneo.

A fondamento dell’agire vi è la costruzione del nuovo che si sviluppa come manifestazione dell’avanzamento e della crescita della società.

Mentre i filosofi discutono, e i politici si battono, i fabbricatori della modernità costruiscono tenacemente.

Il pragmatismo della tecnica e dell’efficienza, con la forza del fare, si impone sulle costruzioni teoriche, sulle riflessioni filosofiche e morali, le sopravanza, anzi le schiaccia.

Così il presente si fa largo sul passato, il nuovo uccide il vecchio, e la modernità (o la modernizzazione) vince e seppellisce la civiltà.

Beniamino Piemontese

Lecce, 29 aprile 2008

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Le altre pagine del sito Messapi.info
Bibliografia
Musei e Biblioteche
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Informazione
Novità in libreria
Novità in edicola
Notizie sul Web
Siti Web e Portali Internet
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Riapertura del Museo Nazionale Archeologico di Taranto

 

Museo Nazionale Archeologico di Taranto

 

A partire da venerdì 21 Dicembre 2007 riapre al pubblico la sede storica del

Museo Nazionale Archeologico di Taranto

Via Cavour, 10 - 74100 Taranto - Telefono: 099 - 4532112; Fax: 099 - 4594946

ORARI
Apertura: 08.30 - 19.30 (chiuso il 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre)
Chiusura biglietteria ore 19.00

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Avviso ai Naviganti
Il Sito Web ufficiale della
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
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Segnalazione bibliografica
Marina Mazzei, "L'Oro della Daunia. Storia delle scoperte archeologiche"

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Notizie pubblicate sulla Stampa e sul Web

 

3 aprile 2008

Una bella notizia !

LeccePrima.it

 

[03/04/2008]  
MANTOVA, ZEUS DI UGENTO FRA I CAPOLAVORI DELLA MOSTRA
LeccePrima.it - ZEUS DI UGENTO FRA I CAPOLAVORI DELLA MOSTRA A MANTOVA

Leggi l'articolo:

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=7283

Messapi.info ringrazia la Direzione e la Redazione di LeccePrima.it

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1 aprile 2008

Cavallino (Le

Il Museo Diffuso si allarga sulla storia

Cavallino, la città del passato. Un salto indietro nel tempo, tra stradine e resti dell'insediamento arcaico, sapientemente portati alla luce nel Museo Diffuso.

          Un museo all'aperto che ha acquisito ancor più significato culturale e storico a livello nazionale e non solo. Erano presenti in tanti, domenica mattina, all'appuntamento con l'inaugurazione dell'ampliamento del Museo Diffuso, per la ricostruzione della porta della città messapica e della torre di Zeus.

          L'iniziativa, programmata nell'ambito della X Settimana dei Beni Culturali patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è stata organizzata dal Comune di Cavallino e dall'Università del Salento.

          «Un momento veramente importante per la città di Cavallino - ha commentato l'Assessore alla Cultura, Gaetano Gorgoni - il Museo Diffuso è attualmente il più grande parco archeologico presente in Puglia».

          L'inaugurazione ha avuto inizio alle 11 circa con il ritrovo nei pressi del museo, in Piazza Fratelli Cervi, passeggiata lungo i nuovi percorsi di visita fino alla Porta Nord Est e alla Torre di Zeus e i saluti delle autorità.

          «L'ampliamento del perimetro del museo all'aperto di Cavallino - ha spiegato il professor Francesco D'Andria, direttore della Scuola di Specializzazione in archeologia dell'Università del Salento e responsabile scientifico del museo - ed il restauro delle due porte della città vecchia, è veramente un grande risultato, non soltanto per il Salento, ma per l'intero mondo culturale e scientifico».

          L'insediamento arcaico di Cavallino, risalente al VI secolo a.C., è uno dei primi esempi in Italia di centro urbano arcaico ellenizzato.

          I lavoratori di restauro e ampliamento del Museo Diffuso sono stati finanziati dall'Associazione delle Casse di Risparmio e delle Fondazioni di Origine Bancaria d'Italia, nell'ambito del Progetto Sviluppo Sud.

          I fondi si sono resi necessari per l'acquisizione di nuove aree che hanno portato la superficie complessiva del Museo all'aperto ad un totale di 32 ettari di territorio.

          Sono stati realizzati nuovi percorsi di visita, per un totale di circa 2,5 chilometri, lo scavo e la parziale ricostruzione della Porta Ovest della città, il restauro della Porta Nord Est e la ricostruzione della Torre di Zeus, manufatto in carpenteria lignea che permette di cogliere la ricchezza dell'insediamento e la bellezza di un tratto di territorio sottratto al degrado delle periferie urbane.

F. Pastore, Il Museo Diffuso si allarga sulla storia,

in Nuovo Quotidiano di Puglia

Lecce, 1 aprile 2008 - Anno VIII - N. 90

 

 

 

Articolo tratto dal Portale

ArcheoSalento.it

 

Museo Diffuso di Cavallino

 

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16 febbraio 2008

 

 

Buone notizie su

"PARCO RUDIAE"

 

Parco archeologico messapico di Rudiae

 

TeleRamaNews - 16 febbraio 2008

Servizio giornalistico di Danilo Lupo

 

 

PARCO RUDIAE, ARRIVANO I PRIMI SOLDI

16/02/2008

Parco Rudiae, finalmente si investono fondi e qualcosa si muove. L’11 febbraio la giunta comunale di Lecce ha approvato il progetto definitivo dell’intervento di funzionalizzazione, valorizzazione e fruizione di Parco Rudiae. L’importo del progetto, così come riportato in delibera è di 635mila euro, derivanti dai fondi Prusst, ai quali però – annuncia il sindaco Paolo Perrone – saranno aggiunti altri 200mila euro di fondi comunali. E presto il Comune busserà a denari alle porte della Regione Puglia, per ottenere finanziamenti ad hoc

D. Lupo

 

http://www.trnews.it/news_al_volo.asp?id=4263

Messapi.info ringrazia il Direttore di TRNEWS dott. Mauro Giliberti, ed il Giornalista dott. Danilo Lupo

 

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11 dicembre 2007

 

TRNEWS - www.trnews.it

Tutte le notizie dal Grande Salento
11/12/2007 NEL 2008 RUDIAE TORNERA' A SPLENDERE. INIZIANO GLI SCAVI
 
Rudiae potrebbe tornare a splendere presto. Il secondo workshop regionale sugli ecomusei della Puglia a Botrugno è stato il momento più giusto per annunciare che subito dopo le festività natalizie inizieranno gli scavi sul sito archeologico di Rudiae. Un grande passo avanti che, si spera, possa dare una svolta in una vicenda che ha generato non poche polemiche. Il parco archeologico potrebbe rivelare una delle scoperte più importanti degli ultimi tempi. Quella della città unica al mondo con due anfiteatri.
 
L. Napoli 

 

Messapi.info ringrazia il Direttore di TRNEWS dott. Mauro Giliberti, e la Giornalista dott.ssa Lara Napoli

 

Documentazione

 

Dal Sito Web istituzionale del Comune di Lecce

 

17/05/2007        PROGRAMMA TRIENNALE OO.PP.

Con deliberazione di C.C. n. 34 del 02/04/2007 è stato approvato, unitamente al Bilancio di Previsione, il Programma Triennale OO.PP. 2007 - 2009 e relativo elenco annuale 2007.

PROGRAMMA TRIENNALE OO.PP. 2007 - 2009

Elenco descrittivo dei lavori

46. Realizzazione di Parco archeologico cittadino

Importo complessivo (anno 2007) Euro 1.000.000 

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Novità legislative

 

 

MIBAC

 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 

AL VIA LA RIFORMA DEFINITIVA DEL CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO

Pubblicato il 19/03/2008

Sono stati approvati. il 19 marzo, dal Consiglio dei Ministri i due decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni integrative e correttive del Codice dei beni culturali e del paesaggio (DLG n. 42 del 2004).

http://www.beniculturali.it/sala/dettaglio-comunicato.asp?nd=ss,cs&Id=2625

 

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Regione Puglia

 

 

LA CARTA DEI BENI CULTURALI DELLA PUGLIA

 

(dal Sito Web istituzionale)

28 novembre 2007
La Giunta ha terminato l'esame dell'ordine del giorno intorno alle 21.30. Ecco i principali provvedimenti adottati:
(...)
La Giunta regionale ha approvato il progetto relativo alla predisposizione della “Carta dei Beni Culturali della Puglia”. Si tratta, o meglio, si tratterà, di una cartografia tematica di qualità scientifica che, attraverso opportuni temi descriva le caratteristiche culturali del territorio, con particolare riguardo agli immobili ed aree indicati dal Codice dei beni culturali. In particolare il documento conterrà: • Una carta del paesaggio • Una carta archeologica • Una carta del patrimonio monumentale e storico-culturale. In collaborazione con le Università pugliesi, nonché con la Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, la realizzazione della “Carta” comporterà una spesa di circa € 489.177,00. (...)

http://www.bur.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=sendmail&id=2622

 

Cosa sarà la "Carta dei Beni Culturali della Puglia"

 

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Geografia dei Messapi

 

LA MAPPA DI SOLETO

La Mappa di Soleto sul sito web istituzionale del Comune di Soleto

 La Mappa di Soleto pubblicata sul sito web del Comune di Soleto

La "Mappa di Soleto"

Ecco la mappa più antica dell'Occidente

"Una scoperta cosi' imprevista e clamorosa da aver fatto dubitare sulla stessa autenticita' del reperto". Con queste parole gli archeologi hanno voluto commentare l'incredibile scoperta.  E' conosciuta come la Mappa di Soleto e si trova su un vaso di terracotta in ceramica scura ed è grande poco più di un francobollo con l'incredibile raffigurazione, graffita su uno dei lati, del 'capo Iapigio' cosi come lo definivano gli antichi, corrispondente all'attuale Salento meridionale. La data risale al 500 avanti Cristo. Il reperto archeologico è stato scoperto circa due anni fa da un archeologo belga, Thierry van Compernolle negli scavi da lui condotti nella piccola città di Soleto, prima con una missione della Libera Università di Bruxelles, poi con una dell'Università Paul Valery Montpellier III. Nonostante alcune indiscrezioni circolate negli ultimi mesi sulla caratteristiche e sull'età della mappa fino ad ora non se ne sapeva molto.

"Ora possiamo divulgare la notizia, perché siamo certi che questa è la più antica carta del Mediterraneo e più in generale della civiltà occidentale", ha spiegato il ricercatore al News Telegraph, che ha reso nota la scoperta. La mappa, esattamente come una carta dei nostri giorni, riporta diverse località con il loro nome ed è scritta in greco antico e in parte in messapico, la lingua della Messapia (terra di mezzo), ossia l'antica penisola salentina, posta tra il mondo greco ed il territorio occupato dagli Itali.

"La mappa è unica in un certo senso: rappresenta una linea costiera che inquadra la parte meridionale della penisola salentina (cioè la Iapigia ) ed è possibile riconoscere i mari che la circondano, lo Ionio e l'Adriatico da linee parallele a zig zag", dice Mario Lombardo, professore di storia greca ed epigrafia all'Università di Lecce.
Sul lato occidentale della mappa si riconosce il nome greco di Taranto, Taras.
Inoltre sono presenti altre 13 città, indicate sulla mappa con dei punti, come succede nelle mappe moderne. Molte di queste città esistono ancora: Otranto, Soleto, Ugento, e Santa Maria di Leuca.
Secondo Lombardo, la mappa è frutto di un lavoro combinato di più persone: alcuni nomi di città sono scritte in un modo molto regolare ed elegante, mentre altri sono scritti in modo più disordinato.

Oltre ad essere la più antica mappa proveniente dal mondo classico, la Mappa di Soleto è anche la dimostrazione che gli antichi Greci erano realmente interessati nel rappresentare aree realmente esistenti e lo fecero ancora prima ancora dei Romani. Dalla letteratura era noto che tra i Greci fosse ben chiaro il concetto di mappa, ma fino ad oggi non ne era mai stata scoperta una con così chiari riferimenti.

Questa scoperta ripropone agli storici da un lato il problema di riconsiderare gli inizi dell'antica cartografia, dall'altro di reinterpretare e approfondire le relazioni che vi erano tra le popolazioni della Messapia e i vicini Greci. Secondo un'ipotesi, infatti, i Messapi, potrebbero essere giunti proprio dalla Grecia con la quale avrebbero sempre tenuto stretti contatti e il loro linguaggio potrebbe essere una elaborazione di un dialetto dell'Illiria, la regione corrispondente all'attuale fascia costiera orientale del mare Adriatico.

Ma di quanto sono antecedenti le più antiche mappe finora conosciute? Gli storici della cartografia hanno fornito differenti versioni su quelli che possono essere considerati i documenti cartografici più antichi del mondo. Nel 1963 durante scavi presso la località di Catal Hyuk, nell'Anatolia centrale, venne alla luce una rappresentazione murale di circa tre metri di lunghezza, la cui datazione è del 6200 a . C. circa. La mappa di Soleto è contemporanea del matematico greco Pitagora, che creò una scuola di filosofia a Crotone, attualmente in Calabria, sull’altro lato del Golfo di Taranto.

D'intesa con lo scopritore, la soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ha deciso quindi di divulgare "l'eccezionale scoperta" realizzando negli spazi rinnovati al piano terra del museo nazionale di Taranto una specifica mostra dedicata alla "Mappa di Soleto". Nella mostra - che è stata inaugurata il 16 novembre - il frammento ceramico iscritto (Ostrakon) rappresenta il punto di arrivo di un percorso che colloca Soleto nella geografia antica del Salento, e la scoperta della 'mappa' sullo sfondo dei rinvenimenti archeologici avvenuti nella citta' salentina nel corso degli ultimi 20 anni, illustrando inoltre il reperto nei suoi diversi aspetti, in particolare epigrafici e linguistici.

Come è noto presso il Museo Nazionale Archeologico di Taranto è visitabile gratuitamente dal 17 novembre u.s. la mostra La mappa di Soleto.

Eventuali prenotazioni per gruppi di non oltre 30/35 studenti potranno essere effettuate telefonando al seguente numero 099/4532112.

http://www.comune.soleto.le.it/Mappa%20di%20Soleto.htm

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Mappa di Soleto

 

 

Da Soleto alla storia

di Antonio Stanca

Tempo fa molto interesse ha suscitato, in ambito nazionale e straniero, il ritrovamento della “Mappa di Soleto”, un piccolo disegno della penisola salentina recante i nomi delle maggiori località dell’allora periodo messapico e ottenuto su un vaso o brocca della quale è stato ritrovato solo il coccio con l’incisione. Questo, attualmente custodito presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, risale al IV-V secolo avanti Cristo ed è stato scoperto a Soleto, comune della provincia di Lecce, dal gruppo di esperti guidato da Thierry von Compernolle, docente di Archeologia presso l’Università “Paul Valery” di Montpellier. Giornali locali, nazionali e stranieri, riviste specializzate hanno divulgato la notizia, se n’è parlato in televisione e si sono organizzati convegni a Taranto e a Montpellier. Si tratterebbe di un documento eccezionale poiché niente di tal genere era giunto di quel periodo e sarebbe da considerare la più antica mappa della storia. C’era, tuttavia, chi riteneva eccessiva la risonanza suscitata dall’evento, non credeva che potesse essere tanto importante. Esso si era verificato nell’estremo meridione d’Italia, area non nota come zona archeologica o almeno non curata come tale. Tranne che con alcuni ritrovamenti ben poco ha contribuito il Salento all’Archeologia. Avrebbe potuto fare di più ma anche qui si è rimasti “meridionali”. Difficile era, pertanto, convincersi che una scoperta clamorosa fosse avvenuta in un luogo marginale.

E succede pure che in ambito culturale si viva attualmente, in Italia, una situazione di precarietà, che manchino precisi punti di riferimento. Pertanto appena risulta possibile una rivelazione, un documento che la rechi e attesti la sua unicità ed inalterabilità, grandi sono la sorpresa e l’entusiasmo. Di tali circostanze gli esempi più recenti sono provenuti soprattutto dall’antichità, dalla scoperta di quanto è valso per secoli e non può subire alterazioni.

Divisa, quindi, tra diffidenza e ammirazione è stata l’atmosfera creatasi intorno alla “Mappa di Soleto”!

L’amministrazione comunale del momento della “Mappa”, presieduta dal dott. Raffaele Saracino, ha contribuito nella misura necessaria a favorire l’azione degli archeologi che durava da tempo. Con l’amministrazione successiva e attuale, sindaco il dott. Elio Serra, si è riusciti, tramite adeguate operazioni, a rimuovere molti dubbi ed eliminare tante incredulità circa l’elemento ritrovato.

Nella storia si è quasi sempre verificato che il nome di un capo rimanesse legato a quello dell’evento che durante la sua dirigenza accadeva. Ora molto è cambiato ma vista la particolarità della scoperta potrebbe anche succedere che quando, in futuro, si dirà della “Mappa di Soleto” si allegherà al suo il nome di chi allora amministrava il paese e che rimarranno per sempre uniti.

 

 

Educazione&Scuola

 

 

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APULIA

 

Regio II: Apulia et Calabria

 

Regio II - Apulia et Calabria

 

La Regio II nell'età augustea

I confini

La seconda regione dell'Italia augustea, quasi seguendo il percorso della via Appia, era l'Apulia et Calabria, i cui confini erano rappresentati a nord dal fiume Tifernus (oggi Biferno), ad ovest dal Bradano e dall'Appennino.

Anche la regio II, come la prima, era una regione composita, in cui si individuano almeno tre distinte subregioni: la penisola del Salento, chiamata in età romana Calabria (sarà solo in età bizantina che il nome passerà a designare l'antico Bruzio, assumendo il significato che tuttora conserva), l'Apulia propriamente detta, che corrisponde all'odierna Puglia centro-settentrionale (e ad un lembo del Molise meridionale), infine la regione interna, abitata da genti di stirpe sannitica, corrispondente grosso modo all'attuale provincia di Benevento e a parte di quella di Avellino.

La designazione di Apulia et Calabria per la seconda regione dell'Italia augustea, entrato nella consuetudine degli studi moderni (ove si potrà trovare anche il semplice nome di Apulia), si fonda sul nome della corrispondente provincia di età dioclezianea, ma non pare trovare positivo riscontro nelle fonti di età alto imperiale.

Le popolazioni

La conoscenza del popolamento dell'antica Apulia et Calabria è complicata da un succedersi e uno stratificarsi dei nomi delle diverse etnie, dal momento della colonizzazione greca all'età tardorepubblicana. Il quadro doveva risultare piuttosto confuso già agli autori della prima età imperiale. Leggiamo infatti quello che scrivono Strabone e Plinio il Vecchio:

(..)

http://www.storia.unibo.it/italia/apulia.htm

© Alessandro Cristofori 2002

 

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LA VIA SALLENTINA

 

Tavola Peutingeriana (foto: da ArcheoVeglie.it)     La via Sallentina (foto: da ArcheoVeglie.it)

 

Veglie e la viabilità antica lungo
la via Sallentina
in Arneo


Note a cura di

Lorenzo CATAMO - Nicola GENNACHI - Giuseppe NEGRO

 

 

ArcheoVeglie.it

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Catalogazione  del Patrimonio Culturale Europeo

 

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

 

 

MICHAEL

 

MICHAEL - Multilingual Inventory of Cultural Heritage in Europe

 

 

 

Titolo Carta Archeologica della Puglia
Descrizione

La collezione contiene la cartografia di dettaglio e le foto aeree relative alle aree vincolate della Regione Puglia.

Diritti pubblico dominio
Dimensioni 5 CD

http://www.michael-culture.it/mpf/pub-it/document.html?base=dcollection&id=IT-DC-9fab3278&hppage=20&totaldocs=143&pagename=results.html&querybase=dcollection&from1=browsing_colperiod.xml&val1=browsing.fperiod.P011

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Cartografia Interattiva

 

Provincia di Lecce

 

 
 

P.U.T.T. – VINCOLI E SEGNALAZIONI ARCHITETTONICI - ARCHEOLOGICI

SCALA: 1:50.000
anni di elaborazione: 1999
anno di edizione: 1999

CONTENUTI E CARATTERISTICHE TECNICHE
Si tratta di un archivio numerico di punti in formato vettoriale che riporta la localizzazione di siti vincolati o segnalati per la presenza di beni culturali architettonici ed archeologici. I dati provengono dagli atlanti della documentazione cartografica del Piano Urbanistico Territoriale Tematico (P.U.T.T.) – "Paesaggio e Beni Ambientali" della Regione Puglia (art. 1 bis della L. 431/85 e art. 4 della L.R. 56/80).
Ad ogni punto è associato un attributo il cui valore ne definisce l’appartenenza ad una delle seguenti 4 classi:
Otranto - Monastero di S. Nicola di Casole (fonte: SIT - Provincia di Lecce)

     

  1. vincoli archeologici;
  2. vincoli architettonici;
  3. segnalazioni archeologiche;
  4. segnalazioni architettoniche.

     

E’ inoltre presente un attributo che fornisce il toponimo del bene archeologico o architettonico oggetto del vincolo o della segnalazione.
Le classi 1 e 2 riguardano i beni sottoposti a vincolo ai sensi della legge 1089/1939.
Le classi 3 e 4 (segnalazioni) si riferiscono invece a tutti quei beni archeologici e architettonici di riconosciuto rilevante interesse, ma non ancora oggetto in via procedurale di alcuna forma di vincolo.
Il sistema di riferimento cartografico utilizzato è quello Gauss-Boaga.

COPERTURA TERRITORIALE
L'intero territorio provinciale.

BASE TOPOGRAFICA
Carta topografica 1:50.000 dell’IGMI.

METODOLOGIA DI REALIZZAZIONE
Digitalizzazione degli elaborati cartacei forniti dalla Regione Puglia.

REPERIBILITÀ
L’archivio numerico è disponibile come file in formato vettoriale, oppure sotto forma di elaborato cartaceo ottenuto dal plottaggio del tematismo con la cartografia raster 1:50.000 dell’IGMI come sfondo.

L’acquisizione può avvenire in entrambi i casi presso il S.I.T. della Provincia, sito in Via U. Botti N° 1 a Lecce, ed è regolata dalle norme contenute nel Regolamento per l’acquisto dei prodotti cartografici.

http://www.sit.provincia.le.it/sitwww/repertorio/default.html

 

 

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Rinvenimento

 

LECCE SOTTERRANEA

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

 

LA GAZZETTA DI LECCE
Articolo a firma di Davide Stasi, pubblicato il 12 gennaio 2008
 
LECCE SOTTERRANEA
Nuova scoperta archeologica
Nel cuore del centro storico tornano alla luce le terme romane

 

LA GAZZETTA DI LECCE - 12 gennaio 2008

 

 

Messapi.info ringrazia il Direttore e la Redazione de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO,

de LA GAZZETTA DI LECCE ed il Giornalista Davide Stasi

per la pubblicazione del presente articolo

 

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(13 aprile 2008)

Una segnalazione di Messapi.info

A che punto è l'archeologia in Italia?

 

Veio, un mosaico sotto la discarica

Coperta da cumuli di detriti e rifiuti una stazione di posta romana
 

di Carlo Alberto Bucci - la Repubblica.it

Particolare di un mosaico di Veio (fonte: da "la Repubblica.it")

Nella foto: particolare di un mosaico di Veio (fonte: "la Repubblica.it")

Un amorino che cavalca un delfino, un toro che si trasforma in sirena, una Nereide a cavalcioni di un cavallo marino. Natura e miti si confondono nel mare della classicità. Ma prendono contorni esatti nelle mani del bravo mosaicista d´età adrianea che l´ha realizzati con maestria.

E che gli archeologi della Soprintendenza di Roma hanno riportato alla luce liberando il pavimento da tonnellate di terra. Mista però a rifiuti. Sì, perché il prezioso mosaico scoperto in queste settimane nel parco di Veio da tre archeologi di una cooperativa (Mario Sbarra, Gilberto Pagani e Adriano Averino), coordinati dall´archeologa della Soprintendenza Paola Quaranta, non era sepolto solo dalle stratificazioni della storia. Bensì sommerso da tonnellate di calcinacci, di piastrelle sbeccate, di gabinetti rotti, di una discarica abusiva, a cielo aperto e in continuo accrescimento.

La stessa danza marina ritorna in un mosaico alle terme di Nettuno a Ostia. E anche qui appartiene, forse, a un impianto termale di una stazione di posta (siamo non lontani da un antico percorso viario). Gli ambienti riportati alla luce di questo edificio pubblico dalla lunga vita (sulle strutture di metà II e inizi III secolo d. C., nell´alto medioevo vennero costruiti pavimenti e altre stanze), sono sei in tutto. Sei sale per adesso. Ma, forse, per sempre. Infatti, gli altri ambienti di questo luogo di sosta e ristoro per viandanti affaticati (già spogliato dai tombaroli nei secoli passati), giace sotto un gigantesco cumulo di terra a "monnezza". Ma i soldi per continuare le ricerche sono finiti.

E, soprattutto, c´è l´esigenza di proteggere il mosaico e le pareti intonacate dall´attacco dei ladri d´arte e dei vandali. «Stiamo per restaurare i reperti ma poi li ricopriremo in attesa di nuovi fondi» avverte la responsabile della Soprintendenza, Daniela Rossi. «Vorrei - dice l´archeologa - che tutti potessero ammirare questa scoperta. E spero che un giorno sarà possibile. Ma adesso musealizzare non si può. I pericoli che corre l´opera, ora sono troppo alti».

Finiti restauri e rilievi, gli operai stenderanno veli di "tessuto non tessuto", un manto di pozzolana, quindi palate di terra. Su tutti i resti. Anche sul mosaico che fa capolino, accanto a una colonna in tufo, sotto un muro più tardo. Anche sulle pareti riscaldate dal sistema dell´aria calda dei tubuli. «Lo so, spiace anche a me - ammette l´architetto di zona della Soprintendenza, Maria Gloria Leonetti - ma, per adesso, la tutela viene prima della valorizzazione».
(12 aprile 2008)
 
http://roma.repubblica.it/dettaglio/Veio-un-mosaico-sotto-la-discarica/1444295

 

Messapi.info ringrazia il Direttore de "la Repubblica.it" e il Giornalista Carlo Alberto Bucci

per la riproduzione del presente articolo

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RECENSIONE

Si segnala agli appassionati di Beni Culturali un importante Sito Web:

Centro Studi di Diritto delle Arti, del Turismo e del Paesaggio

 

 

Il Presidente del Centro Studi DATP è l'Avv. EnzoVarricchio

 

Messapi.info saluta il Presidente del Centro Studi DATP e gli porge le felicitazioni e i ringraziamenti per l'attività svolta. 

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Appello

 

In difesa dell'area archeologica messapica di Roca Vecchia

Melendugno (Le)

 

La zona degli scavi di Roca (fonte: www.archeosalento.it)

 

Nella foto: veduta dell'area archeologica di Roca (Fonte: dal sito www.archeosalento.it)

L'area archeologica messapica di ROCA, come quella di RUDIAE, è esposta al degrado e al vandalismo.

Collegamento alla pagina

 

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Il caso-Roca

 

TRNEWS.it

(30 novembre 2008)

 

ROCA. UN RESIDENCE SULLA ZONA ARCHEOLOGICA?

 

di Lara Napoli

 

Inchiesta giornalistica

Articolo pubblicato dal Portale Salento.com

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Le altre pagine del sito Messapi.info
Adesioni (in costruzione)
Articoli
Inchieste giornalistiche (prima parte)
Inchieste giornalistiche (seconda parte)
Sul "caso" Rudiae:
Appello per Rudiae
Lettera aperta del Prof. D'Andria al Sindaco di Lecce
Comunicato dell'Università degli Studi di Lecce
Alla riscoperta dei Messapi a Rudiae
Ri/Salpando per Bisanzio a Rudiae
Per un incontro di studio su Rudiae
Articolo pubblicato da "LA GAZZETTA DI LECCE"
Testo di Cosimo De Giorgi
Novità sul parco archeol